Le gonadotropine sono una famiglia di ormoni che hanno ruolo di regolazione delle gonadi (gli organi anatomici che hanno anche funzione di ghiandole riproduttive primarie, nella donna sono le ovaie e nell’uomo sono i testicoli).
Dal punto di vista chimico, le gonadotropine sono molecole glicoproteiche composte da 2 subunità: la catena α (comune in tutte le gonadotropine, formata da 92 aminoacidi) e la catena aminoacidica β (differente per ogni gonadotropina); in base alla struttura chimica, espletano funzioni diverse:
— FSH – ormone follicolo-stimolante o follitropina, regola le funzioni riproduttive: nella donna stimola l’ovulazione, la sintesi di estrogeni e induce la maturazione del follicolo ovarico; nell’uomo favorisce la spermatogenesi
— LH – ormone luteinizzante, stimola la produzione di testosterone sia nella donna che nell’uomo; inoltre, nella donna stimola l’ovulazione. Nell’uomo, questo ormone è più conosciuto con il nome di ICSH-Interstitial Cell Stimulating Hormone
— β-HCG – ormone corionico, con effetto stimolante sulle ovaie e di mantenimento del corpo luteo
I primi due ormoni sono secreti dalla adenoipofisi, sotto il controllo centrale ipotalamico, con un meccanismo di regolazione ormonale azionato principalmente dal GnRH (Gonadotrophin Release Hormone, detto anche LHRH, una gonadoliberina a struttura peptidica); come detto, sono presenti sia nell’uomo che nella donna ed espletano funzioni essenziali sullo sviluppo, la maturazione ed il mantenimento delle funzioni delle gonadi.
Il terzo ormone della classe delle gonadotropine viene secreto dalla placenta e dal corion (parte strutturale della membrana dell’ovulo fecondato); si tratta di una molecola glicoproteica con unità strutturali di acido sialico, glucosammina, mannosio, galattosio, la cui funzione è quella di mantenere l’attività ormono-produttrice progestinica ed estrogenica del corpo luteo, nel corso della gravidanza; il suo effetto stimolante si esercita indipendentemente dall’ipofisi.
La sintesi della gonadotropina corionica inizia nel momento in cui l’ovulo fecondato si annida nell’utero e si dà il via allo sviluppo dell’embrione, in circa 7 giorni dopo la fecondazione; appena secreto, l’ormone entra nel circolo ematico e viene escreto con le urine, motivo per cui può essere rilevato con i test di gravidanza sulle urine prima ancora che si verifichi un ritardo delle mestruazioni.
La gonadotropina corionica umana, battezzata in seguito beta-hCG, è stata identificata come ormone della gravidanza all’inizio del XX secolo; la sua scoperta è legata agli studi scientifici sugli ormoni placentari, negli anni ’20, con le ricerche di 2 ginecologi tedeschi – S. Aschheim e B. Zondek che la identificarono nel 1927-1928 e ne idearono il ‘’test AZR’’ – il primo del genere nei test di gravidanza.
Anche se la struttura chimica e le peculiarità dell’ormone corionico sono state rilevate e dimostrate dalla ricerca scientifica moderna, già nei tempi antichi se ne intuiva la presenza specifica nel corpo di una donna incinta: la testimonianza più datata mai ritrovata (Papiro di Berlino, 1350 a.c.) arriva dagli Egizi e racconta di un metodo ingegnoso che loro usavano per accertare lo stato di gravidanza, bagnando dei semi di orzo e grano con le urine della donna per alcuni giorni consecutivi e osservando l’eventuale germogliazione dei semi; dimostrando così – anche se solo empiricamente – l’esistenza nel corpo della donna incinta, di sostanze particolari capaci di influenzare la crescita delle piante.
Questo semplice test fu ripetuto a distanza di millenni: nel 1963, il NIH (National Institute of Health) ha riprodotto il più fedelmente possibile il test, con risultati più che sorprendenti; l’esito della prova ha dato riscontro di affidabilità nel 70% dei casi positivi (ovvero in 7 test su 10 di urine provenienti da donne incinte, i semi hanno germogliato) e 100% dei casi negativi (ovvero in 10 casi su 10 di urine provenienti da uomini o da donne non incinte, i semi non hanno germogliato).
Come gli Antichi Egizi, anche i Greci ed i Romani descrivevano metodi ginecologici con la sperimentazione pratica e l’attenta osservazione dei cambiamenti del corpo femminile, metodi che trovano una sorprendente conferma dalla medicina moderna e dalla scienza di laboratorio.
Oggi, il test della beta-hCG è lo standard per la diagnosi precoce di gravidanza, affidabile e specifico essendo rilevabile nel sangue già pochi giorni dall’inizio della gestazione.
Una volta iniziata la produzione, la concentrazione dell’ormone β-HCG varia in sequenze temporali dettate dallo sviluppo intrauterino:

Le situazioni particolari:
Beta-hCG e diabete
Il diabete (sia pre-gestazionale che insorto durante la gravidanza) può influenzare i valori di gonadotropina corionica, in varie fasi dello sviluppo embrionale:
(https://doi.org/10.3389/fendo.2022.724198)
Valori più alti di Beta-hCG possono indicare errori nel calcolo del concepimento; una gravidanza gemellare; neoplasie (i valori devono essere corredati da altre indagini con valore diagnostico).
Valori troppo bassi o fermi (stagnanti) possono suggerire errori nel calcolo del concepimento; rischi legati allo sviluppo embrionale o della placenta; rischio di aborto.
I valori rilevati con le analisi del sangue della beta-HCG dovranno essere sempre interpretati dal medico curante che indicherà anche i test esami ed indagini di approfondimento, passo dopo passo durante tutta la gravidanza.
I test di gravidanza sulle urine
si basano sulla rilevazione della β-HCG in seguito ad una reazione di colorazione della striscia reattiva impregnata di un reagente a base di anticorpi; generalmente, i test di gravidanza sulle urine sono affidabili 90-99%, in base al momento dell’esecuzione ed alla tecnica utilizzata (l’affidabilità aumenta molto se il test è eseguito sulle urine del mattino, utilizzando la parte mediana del getto); a volte possono risultare falso-positivi o falso-negativi motivo per cui, soprattutto in caso di prolungata mancanza della mestruazione e con test negativo di gravidanza sulle urine, è indicato effettuare test ematici – analisi del sangue con prelievo venoso per la rilevazione della β-HCG oltre altri accertamenti su indicazione medica.
Il test ematico eseguito con prelievo di sangue venoso
è affidabile al 100% e permette di stabilire con precisione non solo se si è in stato di gravidanza ma anche la data indicativa del concepimento.
Il metodo migliore di controllo consiste nel confrontare 2 valori di β-HCG sierica, ottenuti a distanza di 48-72h, utilizzando lo stesso laboratorio; i valori di β-HCG ritenuti di riferimento in stato di non-gravidanza sono 0-5 mlU/ml.
*3-4 settimane di gravidanza: 9-130 mlU/ml
*5-6 settimane di gravidanza: 850-20.800 mlU/ml
*7-12 settimane di gravidanza: 11.500-290.000 mlU/ml
Dalla 12° settimana in poi, i valori cominciano a diminuire fino a stabilizzarsi a un numero compreso tra 950 e 55.000; i valori sono soggettivi e variabili, più importante rimane l’aumento costante a rapporto 1:2 nelle prime settimane.
Entro pochi giorni dopo il parto, la gonadotropina corionica viene eliminata del tutto dal circolo ematico e non è più rilevabile nel sangue o nelle urine.
Ci sono alcuni fattori che possono influenzare i valori rilevati sul campione di sangue, aumentandoli o diminuendoli; tra questi, l’assunzione di farmaci come diuretici, antiemetici, prometazina, sedativi-ipnotici, eparina; l’esecuzione del test troppo presto dopo l’iniezione di β-HCG nell’ambito del processo di fecondazione assistita, o dopo aver sofferto un aborto spontaneo o terapeutico.
β-HCG come marker biologico
Il dosaggio della β-HCG urinaria ed ematica risulta utile per la diagnosi differenziale di tutti i tipi di malattie tumorali in cui siano coinvolte cellule di tipo trofoblastico (corioepitelioma, neoplasie dell’ovaio, della cervice, o del testicolo); in alcune forme neoplastiche del tratto gastro-intestinale e del polmone; si utilizza come marker biologico durante la terapia antitumorale per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia stessa.
In Ambulatorio Pelizzo a Udine si può richiedere l’analisi del sangue per la valutazione qualitativa e quantitativa della β-HCG, eseguibile con prelievo di sangue venoso e con referto pronto in 24-48H.
Ambulatorio Pelizzo a Udine è disponibile per tutti i tipi di analisi ed esami del sangue con prelievo venoso, su prenotazione da lunedì a sabato mattina.
Le analisi del sangue vengono svolti nei Laboratori Bianalisi, leader nazionale nell’ambito delle analisi biochimiche-cliniche.
Per effettuare le analisi, è necessario osservare un digiuno di almeno 8ore (con particolare attenzione ai cibi ricchi di grassi e zuccheri complessi, nella giornata precedente al prelievo); se durante il periodo di digiuno si avverte sete, è possibile bere 1-2 bicchieri d’acqua.
articoli correlati
fonti essenziali
Pelizzo centro infermieristico e prelievi sas di Pelizzo Luigi e Soci.
Via Cividale 292 – 33100,Udine
P.IVA 03123800306 – CF PLZLGU70L24C957E