Ambualtorio Pelizzo

SENSIBILITA’ AL GLUTINE NON-CELIACA (SGNC)

INDICE

  1. SENSIBILITA’ AL GLUTINE NON-CELIACA: COS’E’ E COME SI DEFINISCE?
  2. LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE CON LA CELIACHIA
  3. I SINTOMI E SEGNI CLINICI DELLA SGNC
  4. LA DIETA GLUTEN FREE: QUANDO E COME

La sensibilità al glutine non allergica non celiaca

– siglata SGNC (in inglese Non-Coeliac Gluten Sensitivity, NCGS) –

rappresenta un complesso di reazioni avverse al cibo imputabili all’ingestione di alimenti contenenti glutine, nelle persone per le quali sono già state escluse sia l’allergia al grano sia la malattia celiaca, utilizzando la triade diagnostica di riferimento (2).

Le caratteristiche, i numeri e le statistiche

La sensibilità al glutine non celiaca

è una condizione patologica ad eziologia sconosciuta: ad oggi non è definito un marker biologico specifico, e in assenza di alterazioni istologiche tipiche la diagnosi si basa sull’esclusione delle altre patologie con sintomi similari (diagnosi differenziale).

Le stime generali parlano di una prevalenza molto variabile, dallo 0,5% al 6% del numero totale delle persone con sintomatologia intestinale ed extra-intestinale, dal punto di vista statistico essendo molto difficile inquadrare i numeri proprio per le problematiche inerenti alla diagnosi.

Dai dati clinici raccolti fino ad oggi, circa il 40% dei casi ha presentato variazioni nei marker genetici specifici dell’intolleranza al glutine (gli aplotipi HLA DQ2/DQ8); in più, negli ultimi anni sempre più persone accusano insorgenza di sintomi intestinali ed extra-intestinali all’ingestione di alimenti che contengono oltre al glutine, una serie di molecole segnalate come scatenanti della sindrome dell’intestino irritabile (FODMAPs, ATIs, mono e polioli fermentabili); fatti che inducono a pensare all’infiammazione tessutale da accumulo di tossine come una possibile causa della sindrome SGNC.

2. LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE CON LA CELIACHIA

Per la diagnosi della condizione di celiachia si utilizza la triade di riferimento accertata*:

  • Le analisi del sangue con prelievo venoso per la ricerca di anticorpi anti-transglutaminasi IgA nel sangue e il dosaggio delle immunoglobuline IgA totali
  • Le analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi anti-endomisio IgA (e per approfondimento è possibile effettuare anche i test genetici per gli aplotipi HLA DQ2/DQ8 )
  • La biopsia dei villi della seconda porzione del duodeno, per gli adulti (per i bambini sintomatici invece sono sufficienti le analisi del sangue)

 

Quando il quadro diagnostico per la celiachia risulta negativo ma la persona riferisce che i sintomi e segni clinici si presentano all’assunzione di cibi contenenti glutine, o meglio ancora che i sintomi rapportati si alleviano o scompaiono seguendo una dieta senza glutine, si parla di sensibilità al glutine non-celiaca (o intolleranza al glutine non-celiaca).

La sensibilità al glutine non-celiaca risulta ancora oggi una condizione patologica oggetto di ricerca scientifica e dibattito: gli esperti la riconsiderano come una malattia distinta per la quale si devono ancora definire i parametri genetici, immunologici e clinici nonché i triggers specifici.

Ad oggi, la diagnosi per la Gluten-sensitivity è una diagnosi differenziale, di esclusione, la quale consiste proprio nell’accertare l’assenza di altri disturbi intestinali ed extra-intestinali possibili:

  • le allergie alimentari e in particolare l’allergia al grano,
  • la celiachia silente,
  • la sindrome dell’intestino irritabile,
  • le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (malattia di Crohn, la sindrome da leaky gut, altre malattie da assorbimento intestinale)
  • le disfunzioni tiroidee: nel 20-25% delle persone affette da celiachia (soprattutto le donne) è presente anche una tiroidite autoimmune, da ricercare con il dosaggio degli ormoni tiroidei e degli anticorpi anti-tiroide

Il percorso diagnostico differenziale consiste quindi in 3 step generali:

  • l’esclusione delle patologie con sintomatologia similare
  • far seguire una dieta alimentare di eliminazione del glutine (con monitoraggio dei sintomi, per almeno 4-6 settimane)
  • far seguire un test di provocazione con glutine: reintrodurre gradualmente nella dieta alimenti contenenti glutine, per confermare la ricomparsa dei sintomi (ideali, ma di difficile esecuzione, i test in doppio cieco/placebo)

La reazione di positività al test di provocazione del glutine farà confermare la diagnosi di sensibilità al glutine non-celiaca.

3. I SINTOMI E SEGNI CLINICI DELLA SGNC

I sintomi si presentano rapidamente (ore / giorni dopo l’assunzione di cibi contenenti glutine)

A livello gastro-intestinale, il quadro clinico è simile alla Sindrome dell’intestino irritabile:

  • nausea, vomito
  • dolori e crampi gastro-intestinali,
  • meteorismo, flatulenza,
  • alvo irregolare (diarrea e stipsi alternate)
  • reflusso gastro-esofageo,
  • alterazioni della mucosa del cavo orale e gengive (afte; stomatiti, gengiviti)

Il più delle volte sono presenti anche sintomi extra-intestinali

  • dolori articolari e muscolari (paragonabili a quelli della fibromialgia),
  • intorpidimento / formicolii agli arti,
  • mal di testa e foggy mind (mente annebbiata)
  • astenia e stanchezza cronica,
  • anemia (in alcuni casi),
  • mancanza di appetito,
  • eruzioni cutanee (eczema, rash cutaneo)
  • depressione, ansia, disturbi del sonno

4. LA DIETA GLUTEN FREE: QUANDO E COME

Per ridurre la sintomatologia e far rientrare nella norma il processo di digestione degli alimenti, la cura della sensibilità al glutine non celiaca si basa sull’esclusione dal regime alimentare, di tutti gli alimenti contenenti glutine; sempre sotto controllo medico specialistico e per un periodo di tempo molto variabile (mesi – anni – vita natural durante).

E’ stato dimostrato che le persone affette da gluten-sensitivity (a differenza dei celiaci) possono tollerare un ridotto contenuto di glutine, senza sviluppare sintomi; la sensibilità al glutine non celiaca non costringe il paziente ad attenersi rigorosamente per tutta la vita all’alimentazione priva di glutine (che si impone in caso di celiachia); in ogni caso, va testata la quantità di glutine che può essere assunta, per ogni caso clinico in parte lo specialista stilerà il piano alimentare individuale con una dieta completamente personalizzata e successivi controlli in sequenza (indicativamente, ogni 4-12-24 settimane).

Un ceno particolare va dato ai FODMAPs:

acronimo di “Fermentable Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols” (ovvero oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli)

– una categoria di carboidrati a catena corta scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e ritenuti responsabili dei disturbi digestivi tipici della Sindrome da Intestino Irritabile (IBS).

Alla luce delle ricerche degli ultimi anni gli specialisti prendono in considerazione la possibilità che i FODMAPs possano trovarsi tra i fattori scatenanti correlati della sensibilità al glutine non-celiaca.

Infatti i carboidrati fermentabili possono scatenare o aggravare i sintomi nelle persone già sensibili al glutine, anche perché molti cibi contenenti alte quantità di FODMAPs sono altresì ricchi di glutine; alcuni studi scientifici confermano che sono questi composti e non il glutine, i veri responsabili della sintomatologia in alcuni pazienti; e portano alla conclusione che una dieta combinata Low-FODMAPs / Gluten-free possa essere più valida e più efficace delle diete singole.

Approfondimenti sugli alimenti nella dieta gluten-free: link sotto

https://www.celiachia.it/dieta-senza-glutine/labc-della-dieta-del-celiaco/

Ambulatorio Pelizzo a Udine rende disponibile per tutti gli utenti i servizi infermieristici completi, sia in sede che a domicilio della persona assistita; le analisi del sangue si effettuano previo prelievo venoso (per il quale è preferibile il digiuno da almeno 8ore) e successiva elaborazione nei Laboratori Bianalisi (leader nazionale nelle analisi cliniche di laboratorio).

In tutti i protocolli di prevenzione, il controllo dei parametri biochimici con le analisi del sangue viene sequenziato in diversi follow-up ogni 6-12 mesi o in base alla condizione clinica individuale.

In Ambulatorio Pelizzo a Udine si possono eseguire tutte le analisi del sangue ed esami indicati dallo specialista prescrivente; sono altresì disponibili pacchetti standard e specifici per la prevenzione e controllo della salute, come i CHECK UP: formulati per indagare in modo approfondito e mirato per ogni fabbisogno individuale dei pazienti.

Le analisi del sangue e l’esame delle urine vengono svolti nei Laboratori Bianalisi, leader nazionale nell’ambito delle analisi biochimiche-cliniche.

Tra le analisi ed esami del sangue disponibili in  Ambulatorio Pelizzo – Centro Infermieristico e Prelievi a Udine – ci sono anche i Test per le Intolleranze alimentari BIFOOD 70 e 120; eseguibili su prelievo venoso in collaborazione con Laboratori Bianalisi.

E’ altresì disponibile il servizio di consulenza con il Biologo Nutrizionista  Dott. Matteo Rossi, in Ambulatorio Pelizzo a Udine :  su appuntamento, in orari altamente flessibili e da concordare al momento della prenotazione.

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fonti essenziali

Epicentro ISS

MSD.Manuals.com

AIC Associazione Italiana Celiachia

Relazione Annuale al Parlamento sulla Celiachia (MinSal)

 

celiachia o intolleranza al glutine
celiachia e sensibilità al glutine non-celiaca