ALLERGIA: CAUSE, SINTOMI, ANALISI E TEST

INDICE

  1. ALLERGIA: COS’E’ E QUALI SONO LE CAUSE?
  2. ALLERGIA: DA CONTATTO, RESPIRATORIA ED ALIMENTARE
  3. SINTOMI E SEGNI CLINICI DELLA REAZIONE ALLERGICA
  4. LA DIAGNOSI DELL’ALLERGIA: TEST CUTANEI ED ANALISI DEL SANGUE
  5. ALEX 3 – ALLERGY EXPLORER TEST

1. ALLERGIA: COS'E' E QUALI SONO LE CAUSE?

Con il termine ‘’allergia’’ si definisce genericamente la reazione esacerbata od anomala del nostro sistema immunitario verso sostanze o complessi molecolari di svariate origini, ambientali od alimentari, che normalmente sono innocue per la salute.

Normalmente, la funzione del sistema immunitario consiste nel riconoscere gli agenti esogeni – detti antigeni – e di attivare i suoi processi di difesa e distruzione degli agenti invasori; in certi casi, la reazione di difesa diventa abnorme e si traduce per effetti localizzati o generalizzati che possono degenerare fino alla grave condizione di anafilassi e shock anafilattico.

Le sostanze incriminate (di solito di struttura proteica, di origine animale o vegetale) vengono chiamate allergeni: generalmente innocue ma che nelle persone già predisposte geneticamente, provocano la sensibilizzazione iniziale e la reazione esacerbata secondaria (l’effettiva reazione allergica).

Gli allergeni possono agire

  • per via respiratoria (allergeni inalanti),
  • per via cutanea (allergeni da contatto),
  • per via digerente (allergeni alimentari).  

 

Le cause dell’allergia vengono suddivise in 2 categorie principali: i fattori genetici/base immunologica e i fattori ambientali.

La predisposizione genetica gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia di natura allergica:

  • l’incidenza delle allergie si conta nel 50-70% dei figli con genitori allergici, rispetto al 5-10% dei figli con genitori non allergici
  • le alterazioni poligeniche su diversi cromosomidel DNA, che provocano irregolarità nella funzione del sistema immunitario, vengono trasmesse trasversalmente da genitori a figli e conducono allo sviluppo della reazione immunologica anomala a prescindere dall’agente scatenante (ad es., genitore allergico alla frutta secca; figlio allergico al polline)

 

I fattori ambientali giocano un ruolo parallelo nell’insorgenza della malattia allergica, aggravando l’iper-sensibilizzazione agli allergeni e favorendo le riaccutizzazioni:

  • Le particelle inquinanti e lo smog dei grandi centri urbani
  • Il grande accumulo di pollini nelle estese aree verdi, nei periodi stagionali delle fioriture
  • Le errate abitudini di vita (fumo, diete alimentari troppo restrittive o non bilanciate, ambiente domestico o lavorativo polveroso e umido)
  • Malattie virali (ad es., l’infezione da virus respiratorio sinciziale può scatenare in seguito la marcia atopica nei bambini predisposti)

 

Le alterazioni del Sistema Immunitario rappresentano sia causa essenziale sia fattore di rischio maggiore per l’innesco e sviluppo della malattia allergica, amplificando la risposta infiammatoria; gli squilibri immunologici sono complessi, dettati geneticamente ma anche indotti dallo stile di vita e fattori ambientali, e comprendono:

  • disequilibri tra le diverse popolazioni di cellule T, come le cellule T Helper di tipo 1 (Th1) e di tipo 2 (Th2)
  • l’eccessiva attività delle cellule Th2, che stimolano la produzione di anticorpi IgE
  • le anomalie nella produzione di citochine, come l’interleuchina-4 (IL-4) e l’interleuchina-5 (IL-5)
  • una ridotta attività delle cellule T regolatorie, che normalmente aiutano a sopprimere le risposte immunitarie eccessive

(https://www.ide.it/patologie/allergia/)

 

2. ALLERGIA: DA CONTATTO, RESPIRATORIA ED ALIMENTARE

I meccanismi della reazione allergica

si suddividono sostanzialmente in 2 fasi:

Fase I – detta la fase di sensibilizzazione, o fase primaria, o fase da primo contatto

  • In seguito al contatto con la sostanza allergenica, avviene l’attivazione delle cellule di difesa (linfociti T e B) e si producono immunoglobuline specifiche (IgE) in grandi quantità
  • Le immunoglobuline specifiche rilasciate nel circuito sanguigno si legano in superficie delle cellule mastocitarie (mastociti, presenti nei tessuti) e dei basofili (presenti nel sangue)
  • Non è ancora presente alcun sintomo

Fase II – detta la fase allergica vera e propria, o la fase effettrice

  • Al contatto successivo con l’allergene, le IgE presenti vengono riattivate per riconoscerlo istantaneamente e bloccarlo
  • Dalle cellule che ospitano le immunoglobuline, vengono rilasciate nel circuito sanguigno le sostanze con potente attività infiammatoria tessutale (istamina, leucotrieni e citochine, prostaglandine, enzimi come la triptasi)
  • Queste sostanze sono responsabili della reazione allergica propriamente detta, provocando infiammazione tessutale massiccia in vari distretti dell’organismo (apparato respiratorio, cutaneo, digerente).

La reazione allergica da contatto – chiamata anche dermatite allergica da contatto

– è causata dall’esposizione cutanea all’allergene specifico per il quale sussiste la sensibilizzazione primaria.

Gli allergeni e sensibilizzanti cutanei più comuni sono

  • metalli pesanti (nichel, cromo, cobalto, zirconio);
  • profumi;
  • conservanti;
  • coloranti e pigmenti;
  • gomma e lattice;
  • veleno di insetti ed animali (vespe, api, tafani; i ragni; i serpenti; ecc)
  • alcuni farmaci

 

Un ceno particolare va dato alla dermatite atopica: spesso chiamata ‘’eczema’’, la dermatite atopica è la malattia infiammatoria cutanea più comune nel mondo, con un tasso d’incidenza del 10-20% nei bambini (con esordio sin dai primi 6 mesi di vita) e del 5-10% negli adulti; il sintomo preponderante è il prurito: intenso, spesso precede la comparsa dell’irritazione e lesioni cutanee ed è peggiorato dall’esposizione all’aria secca ed allergeni, quando sottoposti a stress emozionali, o quando si indossano indumenti di lana o materiale sintetico.

La dermatite atopica fa parte della cosiddetta ‘’marcia atopica’’ – la tipica progressione delle reazioni infiammatorie acute e croniche nelle persone allergiche.

Approfondimenti sulla dermatite atopica: leggi l’articolo

Le allergie respiratorie 

  • si definiscono le reazioni anomale ed aberranti del sistema immunitario, scatenate in seguito al contatto delle mucose dell’albero respiratorio con agenti allergenici aero-dispersi (o inalanti, o respiratori).

Nel gruppo delle allergie respiratorie entrano a far parte:

  • La rinite allergica
  • La congiuntivite allergica
  • L’asma bronchiale allergica

In pratica clinica, la rinite allergica e la congiuntivite allergica vengono considerate in un’unica entità nosologica denominata rinocongiuntivite allergica, per via dei sintomi e segni clinici presenti contemporaneamente a livello oculare e nasale.

Gli allergeni inalanti (respiratori) sono sostanzialmente suddivisi in 2 categorie:

  • Stagionali (pollini dei fiori di erbe, arbusti ed alberi)
  • Perenni (tipici dell’ambiente domestico: muffe; derivati epidermici degli acari della polvere; degli animali domestici – il classico ‘’pelo’’ di cane o gatto)

Approfondimenti sulla rinite allergica: leggi l’articolo

Per allergia ad un alimento si intende una reazione avversa mediata immunologicamente: in termini semplici, è una reazione del sistema immunitario verso un alimento (più precisamente, uno specifico componente di esso; di solito sostanze del gruppo delle proteine) che si manifesta con disturbi dell’area cutanea e/o respiratoria da moderati a gravi e possono evolvere fino a shock anafilattico.

Le allergie alimentari 

sono il gruppo delle reazioni avverse ai cibi, mediate da meccanismi immunologici ovvero che hanno luogo in seguito ad una risposta esagerata del sistema immunitario.

I meccanismi immunologici che comportano la reazione allergica possono essere di 4 tipi (classificazione di Combs & Gell):

  • tipo I – reazioni IgE mediate
  • tipo II – reazioni citotossiche (a base genetica; di incidenza molto rara)
  • tipo III – reazioni da deposizione di complessi immuni
  • tipo IV – reazioni cellulo-mediate

Tra questi 4 gruppi, l’incidenza maggiore (in Italia, circa il 4% della popolazione adulta e 6-8% dei bambini) è presentata dalle allergie IgE mediate, che sono reazioni immunologiche anomale ed abnormi, mediate da anticorpi della classe delle immunoglobuline E – IgE – che reagiscono verso componenti alimentari di natura proteica.

Tutti gli alimenti possono provocare reazioni allergiche IgE mediate; tra gli alimenti più coinvolti si contano (oltre l’85%) la frutta secca a guscio (noci, nocciole, arachidi…), il latte vaccino e derivati, il pesce e crostacei e l’uovo.

Approfondimenti su

Allergie ed intolleranze alimentari: le differenze – leggi l’articolo

Molto spesso, le reazioni allergiche si presentano come reazioni crociate (cross-reattività allergica): condizione che si verifica quando il sistema immunitario identifica le proteine di una sostanza (ad es. il polline) e quelle di un’altra (ad es. frutta o verdura) come strutturalmente e/o biologicamente simili.

Nelle reazioni crociate, le IgE prodotte inizialmente verso un allergene riconoscono molecole affini (omologhe) presenti su fonti allergeniche diverse

La Sindrome da Allergia Alimentare associata ai Pollini (PFAS), nota anche come sindrome orale allergica (SOA),

è una reazione allergica crociata che si verifica in genere quando una persona sensibilizzata al polline (di betulla, graminacee, parietaria) consuma determinati alimenti, come ad esempio frutta, verdura, frutta secca, cereali (https://www.thermofisher.com/allergy/it/it/home.html).

La Sindrome Orale Allergica (SOA) colpisce circa 2-3% della popolazione, essendo una delle forme più comuni di allergia alimentare al mondo; dal punto di vista clinico, nelle persone affette da SOA la sintomatologia respiratoria è più grave e il rischio di attacchi di asma bronchiale cresce esponenzialmente.

3. SINTOMI E SEGNI CLINICI DELLA REAZIONE ALLERGICA

La reazione allergica può essere immediata e spontanea

al contatto con l’allergene, si instaura in poco tempo (alcuni minuti e fino a un paio d’ore), si aggrava e perdura svariate ore in funzione di

  • Causa scatenante e prontezza nell’allontanamento da essa (ad es. l’ambiente dove presente polvere, pelo di animali, muffa)
  • Intensità della reazione (dall’orticaria all’asma e gonfiore delle mucose del cavo orale e della gola)

La reazione allergica può essere ritardata:

tende ad avere una durata maggiore (fino a qualche settimana), si instaura più lentamente e in alcuni casi si può manifestare in maniera persistente (ad es. alcune reazioni di ipersensibilità a farmaci caratterizzate da eruzioni cutanee con rash maculo papulari o eruzioni bollose; oppure la reazione allergica alle tinte per capelli).

Tra i sintomi e segni clinici più comuni dell’allergia si contano:

  • Cute ed annessi:
    • prurito intenso, ponfi ed eruzioni rosa-rosse ed infiammazione, rash cutaneo (i ponfi possono allargarsi e confluire formando chiazze estese e gonfie);
    • gonfiore del viso e delle mucose del cavo orale (contorno occhi labbra e lingua gonfie); senso di prurito sul palato e nella gola
  • Vie respiratorie alte: – starnuti ripetuti in sequenza, corizza intensa, colpi di tosse secca irritativa per via dello scolo retronasale e dell’irritazione delle mucose
  • Occhi: – lacrimazione abbondante, bruciore e prurito intenso delle congiuntive, arrossamento della zona perioculare e bordo ciliare (congiuntivite)

Di solito i sintomi e segni clinici che interessano le vie respiratorie alte e gli occhi si presentano contemporaneamente: la rinocongiuntivite allergica.

I sintomi allergici gravi e che necessitano di intervento medico e farmacologico immediato sono indici di una reazione di anafilassi.

Con il nome di reazione anafilattica (anafilassi) si intende una reazione allergica IgE-mediata grave, a rapida insorgenza e intensa che coinvolge più organi ed apparati contemporaneamente:

  • Rash cutaneo che si estende a vista d’occhio
  • Angioedema: rigonfiamento rapido delle palpebre, labbra, lingua, gola
  • Tosse secca insistente e sibilante
  • Difficoltà respiratorie, affanno, sensazione di soffocamento
  • Calo pressorio brusco e grave con vertigini, confusione mentale, collasso
  • Nausea, vomito, crampi o dolore addominale, diarrea

 

Le cause più frequenti della reazione anafilattica includono le punture di insetti (es. api e vespe), alcuni farmaci (es. antibiotici o FANS) e certi alimenti (come frutta secca – nocciole, arachidi; crostacei e molluschi; uova).

La reazione anafilattica rappresenta una vera emergenza medica imponendo di

  • chiamare immediatamente i soccorsi e seguire le indicazioni dell’operatore;
  • eseguire l’iniezione di adrenalina (il farmaco salvavita di prima scelta, disponibile come dispositivo autoiniettore; va somministrato per inoculazione intramuscolare nella parte esterna della coscia)
  • far assumere la posizione idonea per evitare aggravamenti (se la persona è cosciente, adagiarla in posizione supina con le gambe sollevate; se subentrano dispnea o difficoltà respiratorie, mantenere la posizione seduta o semiseduta; in caso di vomito o di perdita di coscienza, posizionare su un fianco – posizione laterale di sicurezza)

4. LA DIAGNOSI DI ALLERGIA: TEST CUTANEI ED ANALISI DEL SANGUE

Per la diagnosi dell’allergia

esistono principalmente due tipi di esami: i test cutanei (in vivo) e le analisi del sangue (in vitro); il medico può indicare il tipo di analisi in base alla sintomatologia predominante ed al quadro clinico individuale, per diagnosticare e differenziare le cause di rinite/rinocongiuntivite, asma bronchiale, dermatite/eczema o reazioni ai cibi.

I test cutanei (in vivo)

rappresentano la prima scelta nella diagnosi di allergia in quanto semplici da effettuare e con interpretazione veloce:

PRICK Test – il test più comune per le allergie respiratorie (pollini, acari, peli di animali) e alimentari; si esegue con scarificazione sull’avambraccio (si effettuano piccole incisioni a distanze regolari, nelle quali si istillano gocce di sostanze potenzialmente allergeniche) ; l’interpretazione dei risultati, già visibili in 10-15minuti, sono di competenza medica

PATCH Test – utilizzato di solito per le dermatiti da contatto (es. metalli come il nichel, profumi, conservanti); si esegue applicando dei cerotti contenenti piccole quantità di sostanze potenzialmente allergeniche, sulla parte posteriore del torace; l’interpretazione dei risultati, dopo la rimozione dei patch, avviene dopo 48-96 ore ed è sempre di competenza medica

In linea di massima, gli estratti utilizzati nella comune diagnostica (Prick e RAST test) indicano solo che il paziente è sensibilizzato o allergico ad una certa fonte allergenica, ma non a quale molecola allergenica in essa contenuta (e ve ne può essere più di una).

I test in vitro

rappresentano esami di approfondimento e diagnosi avanzata e si eseguono con analisi del sangue su prelievo venoso; richiesti dallo specialista quando

  • sussistono dubbi sui risultati dei test in vivo,
  • si deve eseguire la diagnosi differenziale per distinguere l’allergia da altre condizioni con sintomatologia simile (rinosinusite e rinocongiuntivite non allergica, asma, dermatiti e dermatosi irritative, infezioni respiratorie, intolleranze alimentari)
  • si presentano segni clinici e sintomi riconducibili a cross-reattività allergica
  • il quadro clinico è variabile e difficilmente profilabile (i sintomi cambiano, ne subentrano altri nuovi, non sono indirizzabili ad una causa nota)
  • sussistono rischi importanti di innesco delle reazioni sistemiche (generalizzate)

 

RAST Test – misura la quantità di anticorpi specifici (IgE specifiche) prodotti contro un determinato allergene; si esegue con analisi del sangue su prelievo venoso, anche in fase acuta di allergia ed anche se si assumono antistaminici

Diagnostica Molecolare Avanzata (ad es. ALEX 3 – Allergy Explorer test): chiamati anche CRD (Component Resolved Diagnostics), sono esami avanzati con analisi del sangue complete che permettono di valutare la reattività verso circa 300 substrati allergenici.

I Test CRD ricercano le diverse componenti molecolari con l’utilizzo di allergeni specifici ottenuti con tecnica ricombinante: identificano le IgE specifiche non solo verso gli estratti allergenici completi (come pollini o alimenti generici), ma anche verso le singole molecole o componenti di natura proteica in essi contenute.

5. ALEX 3 - ALLERGY EXPLORER TEST

ALEX 3 – Allergy Explorer Test

è un test di allergologia molecolare di ultima generazione che integra e sostituisce il Test ALEX 2,  largamente conosciuto ed utilizzato in campo clinico diagnostico per identificare e quantificare le reazioni allergiche.

Il Test ALEX 3 permette di analizzare, con un unico prelievo di sangue venoso, la presenza di anticorpi IgE specifici verso 300 allergeni alimentari e ambientali, stilando un quadro completo e dettagliato del profilo allergologico individuale.

ALEX 3 Test rappresenta l’evoluzione più recente del ALEX 2 Test, rispetto al quale

  • include aggiornamenti nei componenti e offre un pannello di allergeni ancora più ampio
  • permette di ottenere una mappa di sensibilizzazione più mirata e più facile da interpretare
  • è stato ottimizzato con nuove molecole e un inibitore dei CCD (Determinanti Carboidratici Cross-reattivi), fondamentale per aumentare la specificità dei risultati e migliorare l’accuratezza diagnostica
  • non richiede il digiuno, utilizza una quantità minima di siero (100 μL) ed è eseguibile anche in età pediatrica

I vantaggi del Test ALEX 3

✔ Analizza 300 allergeni (tra inalanti, irritanti cutanei, sostanze contenute nei cibi) con un solo prelievo venoso

✔ Valuta allergeni alimentari e ambientali, tra cui pollini, acari, muffe, peli di animali e alimenti

✔ Utilizza la diagnostica molecolare per un’indagine più approfondita e precisa

✔ Supporta il medico nell’identificazione degli allergeni potenzialmente responsabili dei sintomi

✔ Aiuta a evitare restrizioni alimentari o ambientali non necessarie

A chi è rivolto il Test ALEX 3

Il test è indicato per tutte le persone – adulti e bambini – che presentano:

  • rinite, asma o altri disturbi respiratori
  • orticaria, dermatiti, eczemi, altre manifestazioni cutanee
  • reazioni avverse sospette e/o ricorrenti all’ingestione di alimenti
  • sintomi recidivanti di sospetta causa allergica
  • allergie multiple o difficili da identificare

Tra i 300 allergeni testati si contano:

  • pollini
  • muffe e lieviti
  • acari della polvere e derrate alimentari
  • epiteli di animali
  • alimenti di origine vegetale e animale
  • veleni di insetti
  • lattice

Il test ALEX 3 – Allergy Explorer è disponibile in Ambulatorio Pelizzo a Udine, da lunedì a sabato mattina, su prenotazione.

Le analisi del sangue sono eseguite presso i Laboratori Bianalisi, leader nazionale in analisi cliniche e diagnostica di laboratorio.

Costo 245€

Il referto è firmato e validato da un team di medici esperti nella diagnostica di laboratorio, allergologia, dietetica e nutrizione integrata; è disponibile nell’arco di 5-10 giorni lavorativi e su richiesta specifica può essere completato con la consulenza dietetico-alimentare condotta da un esperto biologo-nutrizionista.

Inoltre, in Ambulatorio Pelizzo a Udine è disponibile anche il FOX – Food Explorer test, strumento utile nell’ambito della diagnostica di laboratorio per identificare e quantificare le reazioni di intolleranze alimentari e aiutare il medico nella diagnosi differenziale con le reazioni allergiche.

a cura della Drssa Afrodita Alexe

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fonti essenziali

Epicentro ISS

https://www.aaaai.org/

https://www.msdmanuals.com/it/professionale/immunologia

Golden DBK, Wang J, Waserman S, et al. Anaphylaxis: A 2023 practice parameter update. Ann Allergy Asthma Immunol 2024;132(2):124-176. doi: 10.1016/j.anai.2023.09.015