LE PUNTURE DI INSETTI

INDICE

  1. QUALI SONO LE PIU’ COMUNI PUNTURE (O MORSI) DI INSETTI?
  2. GLI INSETTI CHE PUNGONO PER NUTRIRSI
  3. GLI INSETTI CHE PUNGONO PER DIFENDERSI
  4. I SEGNI CUTANEI E SINTOMI COMUNI DELLE PUNTURE (MORSI) DI INSETTI
  5. LA CURA E PREVENZIONE DELLE PUNTURE DI INSETTI

1. QUALI SONO LE PIU' COMUNI PUNTURE (O MORSI) DI INSETTI?

Le punture (o morsi) di insetti rappresentano la causa più frequente della richiesta di assistenza medico-infermieristica e di intervento farmacologico nei mesi di primavera-estate, quando aumentano sia la presenza degli insetti negli ambienti indoor e outdoor, sia la frequenza delle attività ricreative e sportive all’aperto.

Gli insetti rappresentano più del 70% del totale delle specie animali viventi sulla Terra: si stima che ne esistono circa 200milioni per ogni essere umano, e in termini matematici il loro numero è di 20 milioni di miliardi, suddivisi in circa 1 milione di specie (contando solo quelle precisamente descritte e catalogate; il numero reale di specie è stimato essere tra 5 e 10 milioni).

Il loro habitat è l’intero pianeta: lo condividono con il più grande regno dei microrganismi, con quello vegetale, con quello degli animali (di cui fanno parte) e ovviamente l’intersecarsi degli ambienti può condurre a degli inconvenienti per noi esseri umani, in termini economici (se pensiamo ai danni provocati dagli insetti all’industria alimentare e agricoltura) e di salute e benessere della persona (dalle fastidiose ma in fondo innocue punture che lasciano segni sulla nostra pelle, fino alle malattie infettive e reazioni allergiche potenzialmente gravi o letali).

In linea di massima, gli insetti ci possono pungere

— per nutrirsi (zanzare, mosche, pidocchi, zecche…) 

— per difendersi (api, vespe, formiche, ragni…)

In seguito alle punture o morsi degli insetti, compaiono i primi sintomi quali le lesioni cutanee arrossate e infiammate, a volte eritemi ed eruzioni estese, quasi sempre con prurito e/o bruciore o dolore localizzato o generalizzato nei casi più importanti.

2. INSETTI CHE PUNGONO PER NUTRIRSI

Gli insetti che pungono o mordono per ottenere sostanze nutritive dagli ospiti vengono chiamati ematofagi (la loro fonte alimentare è il sangue dell’ospite); tra questi, di particolare importanza per l’uomo si contano le zanzare, i flebotomi (pappataci), le pulci, le zecche e i pidocchi.

Le zanzare

  • sono di gran lunga gli ematofagi più diffusi nel mondo;
  • i segni cutanei da puntura di zanzare sono lesioni vescicolose o piatte, più o meno estese, arrossate e infiammate, con prurito intenso e a volte bruciore;
  • i generi più conosciuti e diffusi di zanzare sono Colex, Anopheles e Aedes; tramite le loro punture, rappresentano vettori per malattie di particolare importanza per l’uomo (per contagiosità e/o gravità)
  • il genere Anopheles (la zanzara anofele) è vettore di trasmissione della malaria, della malattia O’nyong’nyong e della filariasi
  • il genere Aedes (la zanzara-tigre) trasmette malattie come la febbre gialla (febbre tifoide), la febbre Dengue, l’encefalite (meningite) infantile
  • il genere Colex (la zanzara comune) è nota come vettore delle encefaliti virali e delle filariasi

 

I flebotomi (pappataci)

  • sono insetti simili alle zanzare, più piccoli e silenziosi
  • il loro habitat sono le zone caldo-umide mediterranee e tropicali; in Italia sono presenti soprattutto nel Centro-Sud, nelle Isole e nelle zone costiere
  • sono temuti perché vettori di malattie potenzialmente gravi (la leishmaniosi-grave per i cani e trasmissibile all’uomo; la febbre dei tre giorni – o febbre estiva)

 

I pidocchi

  • sono insetti ematofagi parassiti obbligati, molto prolifici e molto infestanti; ma non sopravvivono a lungo al di fuori del corpo umano
  • quelli che infestano l’uomo, a seconda delle zone del corpo dove si insediano:
    • pidocchi del capo (Pediculus capitis humanus); pidocchi del corpo (pidocchi delle vesti, Pediculus corporis humanus); pidocchi del pube (piattole, Pthirus pubis)
  • le loro punture provocano piccoli e numerosi rigonfiamenti arrossati – papule – con prurito intenso e incontrollabile;
  • l’atto di grattarsi può peggiorare le lesioni conducendo alla sovrainfezione batterica (impetigine; foruncolosi)
  • i pidocchi (soprattutto quelli del corpo) sono conosciuti vettori per batteri (rickettsie, spirochete) che provocano malattie febbrili gravi (la febbre della trincea; il tifo esantematico; borreliosi)

 

Le zecche

  • sono insetti artropodi della stessa classe dei ragni, acari e scorpioni (Aracnidi)
  • sono diffuse in tutto il mondo; in Italia se ne conoscono 36 specie suddivise tra gli Ixodidi (zecche dure) e gli Argasidi (zecche molli)
  • sono più attive nei mesi del caldo (primavera-estate) anche se con i cambiamenti climatici negli ultimi anni ci si imbatte in ‘’morso da zecca’’ anche in autunno inoltrato
  • il morso delle zecche non è doloroso né pruriginoso e può anche passare inosservato; di per sé non è pericoloso per l’uomo e il segno cutaneo si risolve spontaneamente nell’arco di pochi giorni
  • il morso delle zecche è ritenuto potenzialmente pericoloso per l’uomo in quanto può essere vettore di infezioni gravi (febbre ricorrente; le rickettsiosi; la malattia di Lyme; le encefaliti; la borreliosi)

 

Le pulci (sifonatteri, afanitteri)

  • sono ectoparassiti ematofagi comuni dei mammiferi (95%) e degli uccelli (5%); presentano 4 stadi di sviluppo e sono diffusi soprattutto negli ambienti interni con animali di compagnia (cani, gatti)
  • gli insetti adulti sono parassiti obbligati: non sopravvivono a lungo in assenza dell’ospite; tuttavia più del 90% degli stadi intermedi (uova, larve, pupe) si trova nell’ambiente della casa (tappetti, divani, cuscini, angoli della casa) e ciò permette la reinfestazione
  • la puntura delle pulci si manifesta con piccole papule rosse, con un punto centrale infiammato, di solito raggruppate in 2-4 punti ravvicinati, molto pruriginose
  • oltre il rischio di infezione delle papule (per via del grattamento), le punture delle pulci sono potenzialmente pericolose per l’uomo in quanto possibili vettori di infezioni batteriche gravi (tifo, peste, malattia da graffio del gatto), parassitosi (tenia), nonché dermatiti di natura allergica

3. GLI INSETTI CHE PUNGONO PER DIFENDERSI

Tra gli insetti che pungono per difendersi, i più pericolosi per l’uomo sono le vespe, le api, le formiche; con ceno a parte, i ragni.

Questi insetti attaccano se si sentono minacciati; attraverso il punto d’entrata, possono iniettare veleno, sostanze irritanti o allergeni provocando reazioni cutanee con arrossamento, gonfiore, dolore e nelle persone inclini, reazioni allergiche che possono evolversi fino a shock anafilattico.

Api, vespe e calabroni

  • Insetti alati dell’ordine degli imenotteri; sono dotati di aculei (pungiglioni) connessi ad una ghiandola che contiene veleno; attaccano quando si sentono in pericolo, pungendo con l’aculeo e iniettando il veleno; possono attaccare in sciame
  • Le api perdono il pungiglione durante l’attacco; le vespe e i calabroni invece lo mantengono e sono capaci di infliggere punture in serie
  • Le punture provocano segni cutanei dolorosi con rossore, gonfiore, a volte vescicole bollose, a volte anche prurito e sensazione di bruciore localizzato
  • le reazioni più intense si manifestano su zone estese, con edema importante ed eritema doloroso e pruriginoso, orticaria generalizzata; il foro d’entrata può presentare segni di infezione batterica
  • la reazione allergica consiste nel rigonfiamento esteso, comparsa di macchie rosse confluenti (macule o papule, angioedema), dolore intenso; nei casi gravi, rigonfiamento della lingua, delle labbra, ostruzione delle vie aeree superiori con difficoltà respiratorie, fino a shock anafilattico (collasso della pressione arteriosa, perdita di coscienza, stop cardio-respiratorio)

 

Formiche

  • sono insetti comunissimi in tutti gli ambienti, rurali o urbani; pungono per difendere il nido o la colonia, contro qualsiasi tipo di aggressore
  • in Italia, sono presenti circa 240 specie diverse di formiche tra cui la più comune è la formica nera;
  • nelle zone boschive è presente la formica rossa, importante per il suo ruolo ecologico
  • negli ultimi anni è stata segnalata la presenza della formica di fuoco, specie invasiva nota per il suo veleno
  • tutte le formiche possono mordere per difendersi, la gran parte di loro essendo in grado di spruzzare acido formico (irritante, pungente e corrosivo);
  • alcune specie (formica rossa; formica di fuoco) possiedono pungiglioni e pungono iniettando veleno con effetti tossici anche gravi
  • la puntura delle formiche comuni di solito produce un lieve rigonfiamento, con sensazione di bruciore o dolore localizzato e prurito lieve; le eruzioni cutanee si risolvono spontaneamente
  • le punture delle formiche più pericolose per l’uomo possono provocare reazioni cutanee importanti, eritema ed edema localizzate, con pustole o bolle che possono infettarsi in seguito
  • le persone a rischio possono accusare reazioni allergiche (orticaria, gonfiore della lingua o del palato buccale, difficoltà respiratorie, angioedema)

 

 

Ragni

  • non sono insetti, bensì animali invertebrati classificati come Aracnidi e fanno parte del Phylum degli Artropodi (insieme agli acari e scorpioni)
  • sono onnipresenti in tutti gli ambienti e quasi tutti sono velenosi; ma solo poche specie sono ritenute realmente pericolose per l’uomo
  • in Italia quasi tutte le specie sono velenose tra le quali due di rilevanza clinica (il ragno violino e la vedova nera mediterranea, la malmignatta)
  • in genere i ragni non sono aggressivi; raramente attaccano l’uomo e solo quando costretti a difendersi
  • il morso dei ragni comuni comporta reazioni cutanee lievi, con piccoli ponfi arrossati e pruriginosi, talvolta dolore e bruciore o prurito; in alcuni casi il foro d’entrata può presentare segni di sovrainfezione successiva
  • il morso dei ragni velenosi di importanza clinica per l’uomo provoca reazioni cutanee necrotiche o sintomi sistemici da avvelenamento (sudorazione, tremori, crampi addominali) e richiede l’intervento del medico/Centro Antiveleni

4. SEGNI E SINTOMI COMUNI DELLE PUNTURE DI INSETTI

Nella grande maggioranza dei casi il fastidio provocato dalla puntura degli insetti è passeggero e temporaneo; si risolve spontaneamente nell’arco di poco tempo senza lasciare traccia.

Tra i sintomi e segni clinici più comuni si contano

  • Pomfi o bolle di varie dimensioni, arrossati e infiammati; il foro d’entrata può presentare punti scuri o bianchi, con crosticine o (dovute spesso al grattamento)
  • Infiammazione localizzata o estesa; rigonfiamento; a volte zona calda al tatto
  • Prurito intenso, localizzato o esteso (orticaria)
  • Dolore e bruciore (le punture di api, vespe, calabroni, ragni velenosi); il dolore può persistere per alcuni giorni ed essere accompagnato da febbre locale

 

I segnali d’allarme che ci indicano quando rivolgersi al medico includono:

  • Gonfiore esteso e dolore intenso, zona bollente al tatto, segni di infezione (comparsa di pus o secrezioni) nel foro d’entrata, perdita di sensibilità nella zona affetta
  • Eritemi estesi e dermatiti pruriginose che peggiorano anziché risolversi dopo 2-4 giorni
  • Febbre persistente, alterazioni o dolori muscolo-articolari, stanchezza generalizzata, sonnolenza
  • Reazioni allergiche: eritema maculo-papulosa che si estende a vista d’occhio, orticaria, gonfiore della lingua, delle labbra, difficoltà respiratorie, vertigini richiedono intervento medico urgente

In linea generale, nel caso di punture vicino a punti sensibili (gola, bocca, occhi, mucose) e multiple/ simultanee è sempre consigliato rivolgersi al medico curante.

Nelle persone con dermatite atopica o allergiche, le manifestazioni possono essere più evidenti e permanere più a lungo; si può sviluppare una sensibilizzazione crociata che favorisce la comparsa della reazione allergica alle successive punture di insetti (soprattutto gli imenotteri).

Nei bambini, le manifestazioni cliniche delle punture d’insetti sono più marcate e visibili, fenomeno dovuto alla fragilità cutanea, ai meccanismi di difesa non ancora maturi, al mancato controllo dello stimolo a grattarsi (che molto spesso comporta la sovrinfezione delle lesioni).

Complicanze delle punture di insetti

Una delle complicanze comuni delle punture d’insetti è la dermatite scrofulosa, o scrofulo, detta anche orticaria papulosa:

  • una dermatite pruriginosa che si sviluppa sul fondo di una reazione di ipersensibilizzazione alle punture di insetti (pulci, acari, zanzare), che affligge soprattutto i bambini ma si può presentare anche negli adulti.
  • si manifesta come dermatite recidivante con eritema a papule o vescicole esteso su zone intere del corpo (braccia, gambe, tronco), prurito intenso e stimolo incessante a grattarsi

Un’altra complicanza comune che si verifica molto spesso è l’infezione secondaria dovuta all’atto di grattarsi, che comporta la comparsa di lesioni aperte e favorisce l’ingresso di microrganismi; l’infezione locale si manifesta con arrossamento e pus o secrezioni, infiammazione, dolore e febbre.

Più raramente si può riscontrare una complicanza vascolare, soprattutto nelle persone a rischio (affette da diabete, insufficienza venosa periferica, in terapia con anticoagulanti); le manifestazioni sono dovute alla formazione di coaguli ed all’infiammazione vascolare e possono evolversi in flebite o trombosi venosa superficiale.

Le complicanze più pericolose per l’uomo sono

  • le malattie infettive (virali, batteriche, protozoiche, elmintiche) trasmesse con la puntura o morso degli insetti
  • tra le malattie virali, di nota gravità clinica sono le febbri tropicali (arbovirosi: West Nile, Chikungunya, Congo-Crimea)
  • tra le malattie batteriche, si notano la malattia di Lyme, la peste (dichiarata eradicata in Europa ma ancora presente in Africa, Sud America ed Asia orientale), le encefaliti
  • le reazioni allergiche – eritema ed edema estesi, orticaria generalizzata, difficoltà respiratorie, fino a shock anafilattico (di estrema gravità, richiede intervento medico e farmacologico urgente)

5. LA CURA E PREVENZIONE DELLE PUNTURE DI INSETTI

Le Linee guida del Ministero della Salute contemplano le misure precauzionali per ridurre il rischio di punture degli insetti, specialmente durante i mesi di primavera-estate

  • evitare l’accumulo di acqua piovana in contenitori esterni (ciotole degli animali da compagnia, vasi da fiori, vasche, cisterne, bidoni, serbatoi, altri contenitori per l’acqua) per evitare che diventino serbatoi per gli insetti
  • mettere nelle fontane e vasche ornamentali pesci rossi o altri pesci che si nutrono di larve di zanzare ed altri insetti
  • non lasciare accumularsi i rifiuti all’aperto ed eliminarli in sacchetti chiusi e conservati in bidoni della spazzatura coperti
  • trattare regolarmente i tombini, caditoie ed altri ristagni d’acqua non eliminabili con prodotti larvicidi, seguendo le istruzioni riportate in etichetta
  • proteggere le abitazioni con zanzariere a porte e finestre e utilizzando spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico
  • trattare regolarmente gli animali di compagnia contro gli infestanti con i farmaci antiparassitari indicati per uso veterinario (fiale, collari, spray, compresse appetibili)
  • indossare indumenti coprenti, specialmente all’alba e al tramonto, preferendo colori chiari; evitare l’uso di profumi, lacche per capelli, saponi profumati per attirare meno gli insetti
  • coprire sempre i contenitori dei cibi – specialmente i dolci – quando si mangia all’aperto
  • nel caso di contatto ravvicinato con api, vespe, calabroni, non compiere movimenti o gesti bruschi per non indurre la reazione di attacco
  • utilizzare repellenti idonei – spray, lozioni, gel, salviette per uso cutaneo a base di olii ed essenze naturali (geranio, citronella, timo, menta piperita) e/o di sostanze nocive per gli insetti (icaridina, DEET); permetrina/piretrine per l’uso negli ambienti

Il DEET (N,N-Dietil-N-Toluamide)  è considerato uno dei più efficaci repellenti ad ampio spettro per evitare le punture di insetti, soprattutto all’aperto; agisce creando una barriera di vapore sulla pelle che interferisce con i recettori olfattivi degli insetti, tenendoli lontani.

In commercio esistono svariati prodotti a base di DEET, contenenti diverse concentrazioni di attivo in base alle quali si determina la durata della protezione:

  • 10-20% – per uso quotidiano o brevi attività all’aperto
  • 30-50% – per uso in aree altamente infestate e per una protezione di lunga durata

I repellenti a base di piretrine/permetrina (derivati piretroidi)

  • hanno un’azione più radicale verso gli insetti, uccidendoli per effetto neurotossico;
  • non si usano sulla pelle bensì nell’ambiente e sugli indumenti
  • vi esistono per uso domestico negli ambienti interni ed esterni (giardini, terrazze, balconi) sotto forma di spray, diffusori, serpentine impregnate
  • i repellenti con piretrine da usare sugli indumenti sono altamente efficaci durante escursioni, gite, campeggi, attività prolungate all’aperto in zone a rischio soprattutto per le zecche
  • i piretroidi sono altamente tossici per i pesci, rettili e gatti quindi spruzzare con cautela se vicini a questi animali od al loro habitat

 

Cosa fare in caso di puntura di insetto:

  • lavare ed asciugare delicatamente la zona cutanea coinvolta
  • applicare ghiaccio o eseguire impacchi con acqua fredda/fresca, più volte in sequenza ripetitiva per ridurre il rossore, il gonfiore e la sensazione di bruciore o dolore
  • risultano efficaci i gel e stick a base di ammoniaca da applicare sulle punture, per un effetto di sollievo immediato
  • può essere utile l’applicazione nella zona colpita di prodotti topici antistaminici, cortisonici e/o antibiotici, se i segni cutanei non si risolvono o peggiorano dopo alcune ore
  • il medico può indicare di assumere un antistaminico orale per controllare il prurito e la reazione dermatologica esagerata
  • in caso di febbre, è indicato mettere in atto le procedure per raffreddare la zona colpita; se febbre alta, assumere farmaci a base di paracetamolo come prima scelta e solo dopo aver chiesto al medico, eventuali FANs o aspirina (controindicati nelle febbri emorragiche come la Dengue)
  • in caso di lesioni da grattamento che presentano segni di infezioni, è consigliato rivolgersi al medico per eseguire la medicazione della ferita e iniziare eventualmente la cura antibiotica
  • in caso di comparsa dei segni di allergia contattare subito il medico

Un ceno particolare va dato alla puntura degli insetti nel paziente diabetico:

  • in seguito al grattamento delle lesioni si possono sviluppare infiammazione e infezioni cutanee estese, con rallentamento della guarigione e segni cicatriziali permanenti
  • il diabete induce fragilità e secchezza cutanea (xerosi) il ché aumenta il prurito e lo stimolo a grattarsi quindi il rischio di infezione delle punture
  • eventuali farmaci prescritti per il controllo del prurito e dell’eritema o infezioni da punture (cortisonici, antistaminici, antibiotici) possono interferire con il controllo della glicemia
  • la medicazione delle ferite da punture o morsi di insetti nel paziente diabetico richiede maggiore attenzione e intervento medico infermieristico in quanto il diabete, per compromissione della circolazione (vasculopatia) e della sensibilità nervosa periferica (neuropatia), induce esponenzialmente il rischio di ulcere e rallentamento della guarigione delle ferite

In casi particolari e nel sospetto di infezione virale in seguito alle punture di insetti, si possono effettuare analisi ed esami del sangue generali e specifici per valutare lo stato infiammatorio e identificare gli agenti patogeni coinvolti; il protocollo può includere

  • esame dell’emocromo con formula (conta) leucocitaria – per la valutazione dei livelli di globuli bianchi e piastrine (spesso bassi nelle febbri tropicali)
  • analisi delle transaminasi (GOT, GPT, Gamma-GT) – per la valutazione della funzione epatica e dell’infiammazione tessutale
  • test sierologici per le immunoglobuline specifiche (IgG e IgM) – come il Test Molecolare per le Febbri Tropicali (con un unico prelievo di sangue è possibile cercare Dengue, West Nile, Zika, Chikungunya, Febbre Gialla e Mayaro – malattie veicolate dalle zanzare – per aiutare lo specialista a distinguere le diverse tipologie di agenti infettivi che causano patologie con sintomi simili, in ordine di impostare il protocollo di cura mirato)

Ambulatorio Pelizzo a Udine è a disposizione degli utenti per una serie completa di servizi infermieristici tra i quali

 E’ disponibile in regime privato il Test Bianalisi per le febbri tropicali, con la ricerca molecolare contemporanea di Dengue, West Nile, Zika, Chikungunya, Febbre gialla e Mayaro (importante perché spesso la sintomatologia delle malattie è simile e il Test Bianalisi riconosce la presenza dell’eventuale patogeno discernendolo dagli altri.

Il Test è particolarmente raccomandato nei casi di viaggi all’estero o permanenza nelle zone con nota diffusione di insetti vettori; una particolare attenzione in Italia è rivolta alla sorveglianza sanitaria verso Dengue, Zika, Chikungunya e West Nile per casi riconducibili a viaggi internazionali.

Sono altresì disponibili gli esami e test specifici per allergie respiratorie, da contatto e alimentari, come il ALEX 2 -Allergy Explorer Test ; eseguibile su prelievo venoso in collaborazione con Laboratori Bianalisi.

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fonti essenziali

Iss.Salute