Ambualtorio Pelizzo

LE ALLERGIE: LA RINITE ALLERGICA

INDICE

  1. RINITE ALLERGICA E ALLERGIE RESPIRATORIE: DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE
  2. COS’E’ E COME SI MANIFESTA LA RINITE ALLERGICA
  3. I SEGNI CLINICI, SINTOMI E COMPLICANZE DELLA RINITE ALLERGICA
  4. LA RINITE ALLERGICA DA POLLINI: LE POLLINOSI (FEBBRE DA FIENO)
  5. LA CURA E PREVENZIONE DELLA RINITE ALLERGICA
  6. ALEX 2 TEST, L’ESAME COMPLETO PER LE MALATTIE ALLERGICHE

Con il termine ‘’rinite allergica’’ si definisce una condizione patologica della mucosa nasale, provocata dall’infiammazione tessutale IgE-mediata sviluppata in seguito all’esposizione ad allergeni inalanti.

Gli allergeni sono sostanze di vario genere (di solito di natura proteica, di origine animale o vegetale) generalmente innocue ma che provocano la sensibilizzazione iniziale e la reazione esacerbata secondaria (l’effettiva reazione allergica) nelle persone già predisposte geneticamente.

Gli allergeni possono agire per via respiratoria (agenti inalanti), per via cutanea (allergeni da contatto) o quando ingeriti (allergeni alimentari).  

Per definizione, le allergie respiratorie sono le reazioni anomale ed aberranti del sistema immunitario, scatenate in seguito al contatto delle mucose dell’albero respiratorio con agenti allergenici aero-dispersi (o inalanti, o respiratori).

Nel gruppo delle allergie respiratorie entrano a far parte:

  • La rinite allergica
  • La congiuntivite allergica
  • L’asma bronchiale allergica

In pratica clinica, la rinite allergica e la congiuntivite allergica vengono considerate in un’unica entità nosologica denominata rinocongiuntivite allergica, per via dei sintomi e segni clinici presenti contemporaneamente a livello oculare e nasale.

Gli allergeni inalanti (respiratori) sono sostanzialmente suddivisi in 2 categorie:

  • Stagionali (pollini dei fiori di erbe, arbusti ed alberi)
  • Perenni (tipici dell’ambiente domestico: muffe; derivati epidermici degli acari della polvere; degli animali domestici – il classico ‘’pelo’’ di cane o gatto)

Numeri e statistiche in Italia

Ad oggi, si stima che a livello globale vi soffrono di rinite allergica almeno 500milioni di persone. Nel continente europeo, la prevalenza dei casi si aggira attorno al 25% della popolazione globale, numero sottostimato comunque per via dei casi non diagnosticati o con diagnosi incompleta/non differenziata, ai quali si aggiunge il numero dei casi non trattati.

In Italia, la rinite allergica è una delle patologie più frequenti in quanto la prevalenza stimata è compresa tra il 16% e il 25% della popolazione; nei bambini, si è riscontrata in circa 8,5% per la fascia di età 6-7anni e in circa 15% per quella 13-14anni; il pico d’incidenza è più alto nella seconda e nella quarta decade di vita e si riduce esponenzialmente negli altri periodi.

Dagli studi epidemiologici svolti negli ultimi anni si evidenzia un aumento costante e progressivo dell’incidenza e prevalenza di questa malattia e si prevede che nel prossimo decennio arriverà a colpire 1 persona su 4; inoltre le osservazioni cliniche conducono alla conclusione che l’insorgenza di rinite allergica in età piccola comporta un peggioramento del quadro clinico allergico in età adulta.

Dai dati raccolti dai sistemi di sorveglianza sanitaria globali e territoriali emerge la grande importanza socio-sanitaria delle malattie respiratorie allergiche, per le quali sono previste Linee-Guida di percorso di cura e prevenzione, con continui aggiornamenti: tra i più importanti si trova quello del Progetto Mondiale ARIA nel 2019, adottato a livello globale e che prevede aggiornamenti annuali sia a livello centrale che territoriale.

2. COS’E’ E COME SI MANIFESTA LA RINITE ALLERGICA

Quali sono i meccanismi fisiopatologici di sviluppo della rinite allergica?

Nella rinite allergica, l’infiammazione della mucosa nasale è innescata dal contatto diretto con molecole aero-disperse, definite ‘’allergeni inalanti’’, che inducono l’attivazione della risposta immunitaria IgE-mediata: produzione di anticorpi specifici IgE, sostenuta dai linfociti T, con seguente sensibilizzazione generalizzata della mucosa agli agenti inalanti.

In una seconda fase, la riesposizione all’allergene verso cui la mucosa è già sensibilizzata provoca la reazione allergica propriamente detta: attraverso il legame con le IgE adese in superficie dei mastociti – tipo di cellule residenti nella mucosa nasale, si induce il rilascio nella superficie mucosale e nel circolo di varie molecole ad azione vasoattiva e neuroattiva, responsabili dei sintomi nasali immediati (istamina, leucotrieni, prostaglandine).

La fase successiva consiste nell’infiammazione generalizzata della mucosa, che coinvolge diverse cellule epiteliali e del sistema immunitario (mastociti, linfociti innati, linfociti T, eosinofili, basofili, cellule dendritiche): motivo per cui i sintomi permangono per ore anche dopo la cessazione dell’esposizione all’allergene.

Inoltre, la sensibilizzazione della mucosa comporta una sua iper-reattività aspecifica anche ad altre sostanze non-allergeniche ma con potenziale irritativo maggiore.

La mucosa nasale, sede di flogosi diventa, inoltre, più reattiva sia all’allergene causale nonché ad altri allergeni o stimoli non allergenici, quali le sostanze irritanti (iperreattività nasale non specifica).

Quanti tipi di rinite allergica ci sono?  

In base all’entità e permanenza dei sintomi, la rinite allergica può essere:

  • intermittente (sintomi presenti per meno di 4 giorni in una settimana oppure per meno di 4 settimane)
  • persistente (sintomi presenti per più di 4 giorni alla settimana oppure per più di 4 settimane)
  • lieve (con tutti i sintomi presenti ma di leggera entità e non fastidiosi e senza impedire le normali attività quotidiane/lavorative/scolastiche; senza alterazioni del sonno)
  • moderata-grave (con tutti i sintomi presenti e di grave entità, che inducono limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane; presenti alterazioni nella qualità del sonno, di cui un cenno particolare all’apnea notturna da ostruzione nasale)

 

La rinite allergica entra a far parte della cosiddetta marcia atopica, o triade atopica: data dall’imprinting genetico (tendenza su base ereditaria a sviluppare malattie allergiche).

La marcia atopica (o triade atopica) comprende le manifestazioni cutanee (la dermatite atopica), la rinite allergica e l’asma bronchiale; alcune persone sviluppano tutte e tre le manifestazioni, a momenti alterni o contemporaneamente, altri soltanto una o due nel corso della loro vita; si parla di marcia atopica propriamente detta quando la prima manifestazione a comparire è l’eczema atopico (nei primi mesi di vita), seguito dall’asma bronchiale allergico (tra il secondo e il quarto anno di vita) e infine la rinocongiuntivite allergica.

Frequentemente associata alla marcia atopica ed alle allergie alimentari è anche la gastrite eosinofila, rara malattia infiammatoria cronica dello stomaco, caratterizzata dalla eccessiva presenza di globuli bianchi nella mucosa gastrica; secondo alcuni autori, la gastrite eosinofila si svilupperebbe nell’arco della vita come quarto grado della marcia atopica nei pazienti geneticamente predisposti e già affetti da almeno una delle patologie della triade e con ceno particolare sulla rinite allergica.

3. SEGNI CLINICI, SINTOMI E COMPLICANZE DELLA RINITE ALLERGICA

Clinicamente, la rinite allergica si presenta con segni clinici e sintomi quali:

  • starnuti ripetuti in sequenza / a salve,
  • rinorrea (intensa secrezione acquosa)
  • prurito
  • bruciore e sensazione di mucosa secca e asciutta; a volte dolore nei seni paranasali
  • ostruzione nasale (dovuta all’infiammazione della mucosa, che presenta iperemia e flogosi)

e come detto, nella quasi totalità dei casi è presente l’infiammazione oculare:

  • congiuntivite (arrossamento della zona palpebrale, lacrimazione eccessiva, asciuttezza e senso di bruciore della mucosa, fotofobia)

nei casi più leggeri, i sintomi cedono spontaneamente senza richiedere particolare uso di farmaci.

 

Nel Progetto Libra 2019 – Linee-Guida ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma: progetto di rilevanza mondiale, sostenuto e promosso da OMS) e successivi aggiornamenti annuali – vedi 2025-2026 – sono riportate le indicazioni per la diagnosi corretta e differenziale della rinocongiuntivite allergica:

  • la presenza di 1 o più di questi sintomi simultaneamente, per almeno un’ora al giorno, per molti giorni consecutivi oppure in particolari periodi temporali durante l’anno, è indice di forte sospetto di rinite allergica;
  • la diagnosi sarà accertata dallo specialista che condurrà l’anamnesi completa e indicherà i test clinici da eseguire per dimostrare la sensibilizzazione agli allergeni specifici (skin-prick-test e/o test sierologici/ematici per individuare le immunoglobuline specifiche della reazione allergica).

Le manifestazioni cliniche della rinite allergica possono influire molto negativamente sulla qualità di vita della persona che ne è affetta; tra le sue complicanze si notano importanti comorbidità quali

  • l’asma bronchiale,
  • l’otite,
  • la sinusite cronica, 
  • la poliposi nasale.

Anche se la rinite allergica non è una malattia grave di per sé, può diventare invece un reale e serio rischio per l’insorgenza di malattie gravi ad andamento cronico-degenerativo delle vie respiratorie alte (SCUAD-Severe Chronic Upper-AirWay Disease) e in particolare di asma bronchiale allergico.

La più frequente patologia compresente è la congiuntivite allergica: rappresenta l’espressione del processo infiammatorio a livello della mucosa congiuntivale dell’occhio.

La congiuntivite allergica si manifesta con palpebre gonfie iperemiche, prurito, lacrimazione oculare abbondante e acida, a volte edema; come riportato, nella quasi totalità delle persone affette si evidenzia l’interessamento simultaneo degli occhi e del naso, fatto che ha determinato la definizione congiunta sotto il nome di rinocongiuntivite allergica.

Rispetto ai bambini non-allergici, la rinite allergica rappresenta nei bambini affetti un rischio maggiore di sviluppare otiti ricorrenti e/o resistenti alle terapie farmacologiche; nonché di essere sottoposti a interventi chirurgici di rimozione delle tonsille.

4. LA RINITE ALLERGICA DA POLLINI: LE POLLINOSI (FEBBRE DA FIENO)

La rinite allergica da pollini, chiamata generalmente pollinosi, o febbre da fieno, o raffreddore da fieno, è caratterizzata dalla stagionalità: la presenza dei sintomi in coincidenza con la fioritura del polline responsabile della reazione allergica.

In Italia i pollini principalmente responsabili della febbre da fieno sono quelli

  • degli alberi quali noccioloontanobetullacipresso la cui fioritura si verifica da fine gennaio a fine aprile, 
  • le graminacee che fioriscono dai primi di maggio a fine giugno, 
  • la parietaria che sulle coste del Mediterraneo ha una fioritura quasi perenne,
  • l’ambrosia che fiorisce dalla metà di agosto alla metà di ottobre

A seconda delle specie di piante specifiche per ogni regione, le stagioni più critiche sono considerate tradizionalmente la primavera e l’estate; tuttavia, con l’aumento della temperatura terrestre e l’alterazione dei cicli naturali si assiste ad un mutamento costante delle sequenze stagionali, in diretta proporzione con l’incidenza e persistenza delle malattie allergiche da pollini.

Il cambiamento climatico influenza direttamente la stagionalità e l’intensità dei pollini, attraverso meccanismi diversi tra i quali in particolare:

  • l’aumento della temperatura globale – che permette e favorisce le fioriture massicce e prolungate
  • l’alterazione delle sequenze e modelli delle precipitazioni – lunghi periodi di siccità alternati a piogge più intense ed a venti più forti possono influire sulla quantità e tipologia di pollini presenti in aria; piante diverse possono fiorire anche fuori dalla loro storica stagione.

L’effetto complessivo di tutti questi fattori risulta in una esposizione prolungata e con pichi difficili da prevedere, contemporaneamente per più tipi di pollini e con maggior rischio di sviluppare reazioni crociate di sensibilizzazione ad altri allergeni.

5. PREVENZIONE E CURA DELLA RINITE ALLERGICA

Nella prevenzione della rinite allergica e in generale delle pollinosi si parte dal cambiamento dell’ambiente vitale, mettendo in atto delle regole e comportamenti (comunque non sempre facili da rispettare):

  • allontanarsi da zone con campi e parchi fioriti;
  • rimandare o delegare ad altri i lavori di giardinaggio ed agricoli;
  • arieggiare gli interni della casa solo nelle ore serali e tenerli chiusi durante il giorno;
  • limitare l’uso dei condizionatori d’aria;
  • ridurre il numero di tappetti, tende ed altri tessuti ornamentali nell’abitazione;
  • porre attenzione alla scelta del corredo nella camera da letto (materassi, cuscini ecc).

 

La cura della rinite allergica in fase acuta impiega l’utilizzo dei farmaci decongestionanti, antistaminici e cortisonici ad uso esterno sotto forma di gocce, spray, nebulizzatori; e sotto il consiglio dello specialista, gli antistaminici orali.

Questi farmaci presentano tuttavia una serie di reazioni avverse come secchezza e congestione nasale paradossale con atrofia della mucosa nasale e sviluppo di rinite iatrogena; assuefazione; sonnolenza; nonché interazioni indesiderate e controindicazioni in associazione ad altri farmaci; motivI per cui l’utilizzo di questi farmaci è indicato per il solo periodo di tempo necessario per risolvere i sintomi acuti.

L’impiego dell’immunoterapia specifica (ITS) spetta al medico specialista, per casi clinici in cui la patologia non è controllata o non risponde ai trattamenti farmacologici tradizionali, per prevenire e controllare le comorbidità (come la comparsa dell’asma), in età giovane.

Come percorso alternativo, la medicina omeopatica propone rimedi il cui utilizzo presenta alcuni vantaggi: possibilità di somministrazioni ripetute nell’arco della giornata e per più di 5-7 giorni; mancanza di effetti indesiderati e interazioni con altri farmaci; soprattutto per i bambini, i rimedi omeopatici possono essere una valida alternativa per la loro alta tollerabilità e l’ottima risposta terapeutica.

6. ALEX 2 – ALLERGY EXPLORER – TEST, L’ESAME COMPLETO PER LE ALLERGIE

ALEX 2 – Allergy Explorer – Test

 è l’indagine più prescritta dai medici specialisti per valutare la presenza e l’entità delle IgE totali e specifiche associate a 295 diversi estratti allergenici (respiratori, alimentari e da contatto), testando l’inibizione della reattività verso i CCD (Determinanti Carboidratici Cross-reattivi); in pratica, il test consente di identificare non solo la fonte allergica ma anche la proteina allergenica specifica.

Il test ALEX 2 rappresenta uno screening completo per allergie (respiratorie, alimentari, da contatto), capace di distinguere le sensibilizzazioni primarie dalle cross-reattività; è basato sulla diagnostica molecolare che identifica le singole componenti proteiche responsabili della reazione, permettendo di valutare più accuratamente il rischio di shock anafilattico (es. proteine di accumulo).

A differenza dei Prick test o RAST tradizionali, il Test ALEX 2 è un’indagine “multiplex” che offre un profilo allergologico dettagliato utilissimo per diagnosi complesse e per definire strategie terapeutiche personalizzate, in particolare per l’immunoterapia specifica.

Quando è consigliato eseguire il test ALEX 2:

  • in presenza di disturbi respiratori (rinite, congiuntivite, asma), cutanei (orticaria) o gastrointestinali (dolore addominale, vomito e diarrea dopo ingestione di un alimento);
  • in caso di riscontro di elevati livelli di eosinofili o IgE circolanti
  • in caso di storia familiare di allergie respiratorie, eczemi da contatto, allergie alimentari o intolleranze
  • per chi vuole sottoporsi ad immunoterapia specifica (vaccini)
  • per uno screening completo allergologico

Inoltre il Test ALEX 2 può essere eseguito in qualunque periodo dell’anno perché non è soggetto a stagionalità; anche in età pediatrica (occorre solo una piccola quantità di sangue).

Ambulatorio Pelizzo a Udine in collaborazione con Laboratori Bianalisi propone il Test ALEX 2

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dal 8 marzo fino al 30 maggio 2026

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Il test è facile da effettuare, con un unico prelievo venoso, senza limitazioni di età e con referto certificato e firmato da medici specialisti di comprovata esperienza clinica.

Ambulatorio Pelizzo a Udine è disponibile per effettuare analisi del sangue, prelievi venosi, iniezioni, medicazioni, lavaggio auricolare, ECG e Holter e tanto altro: per maggiori informazioni e per appuntamenti non esitate a contattarci.

 

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fonti essenziali

Progetto Libra

Progetto ARIA-IT

Panoramica sulle allergie – MSD.Manuals.com

 

 

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