Il CHECK UP VITAMINICO
è un set di analisi del sangue eseguite con prelievo venoso, per valutare lo stato nutrizionale di una persona e identificare eventuali alterazioni in negativo (carenze) o in positivo (eccessi) di vitamine nell’organismo.
Queste analisi del sangue forniscono informazioni precise sulle riserve vitaminiche del nostro corpo, aiutando lo specialista di intervenire tempestivamente per correggere le alterazioni attraverso modifiche dello stile di vita e integrazione farmacologica/nutrizionale specifica e mirata.
Gli squilibri qualitativi e quantitativi delle vitamine possono avere conseguenze significative sulla salute, come
Nel CHECK UP VITAMINICO proposto in Ambulatorio Pelizzo a Udine sono contemplate le analisi del sangue con prelievo venoso per:
In linea di massima,
Il CHECK UP VITAMINICO è indicato in generale per tutte le persone, sia uomini che donne, a tutte le età, anche in assenza di sintomi o segni clinici indicativi; e in modo particolare, nei casi di:
Con il nome di ‘’vitamina D’’ – calciferolo – si definisce e classifica un gruppo di molecole liposolubili ad azione pro-ormone, di tipo secosteroidi (ovvero la struttura chimica del tipo steroideo ad anelli uno dei quali è aperto); se ne conoscono 5 forme diverse, delle quali 2 sono di estrema importanza per l’uomo:
COLECALCIFEROLO– la vitamina D3
ERGOCALCIFEROLO – la vitamina D2
Le 2 forme del calciferolo – la vitamina D – hanno attività biologica quasi identica, anche se presentano sintesi e iter metabolico diversi nel corpo umano:
Tutti i dettagli sulla Vitamina D3: leggi l’articolo
L’acido folico, chimicamente denominato acido pteroil-mono-glutammico, è una vitamina idrosolubile del gruppo delle vitamine B: è identificato come la vitamina B9, nutriente essenziale non sintetizzato dal corpo umano e pertanto necessariamente introdotto con l’alimentazione.
Scoperto negli anni ’30 del secolo scorso, inizialmente pensato come fattore di crescita cellulare da alcuni ricercatori e da altri ancora come fattore antianemico, più tardi la sua molecola fu isolata e identificata come formata strutturalmente dall’unione tra l’amminoacido 6-metilpterina, l’acido para-amino-benzoico (PABA) e l’acido glutammico.
In seguito, la ricerca scientifica ne ha evidenziato la presenza negli alimenti come folati, ovvero composti chimici di acido pteroil-poli-glutammato (contenenti da 1 a 6 molecole di glutammato): la forma biologicamente attiva nel corpo umano è il composto tetraidrofolato, ottenuto in seguito a una catena di reazioni reversibili e con consumo energetico, di idrossilazione-riduzione.
Acido folico: le azioni e il ruolo biologico nell’organismo umano
L’acido folico è essenziale per il nostro corpo in quanto regolatore e profattore di numerose reazioni biologiche, di cui le più importanti sono:
E’ stato sottolineato il ruolo fondamentale dell’acido folico nei processi di formazione e differenziazione tessutale, in particolare dei tessuti embrionali: negli ultimi decenni, è stato introdotto come integrazione necessaria prima e durante la gravidanza, per prevenire alcune malformazioni congenite nel nascituro, in particolare a carico del tubo neurale (struttura embrionale da cui si sviluppa il sistema nervoso centrale), ma anche difetti della struttura ossea faciale oppure del cuore.
Acido folico in gravidanza ed allattamento: quanto ne serve?
Generalmente, la dose indicata di acido folico è di 0,4mg / giorno, in formulazione unica oppure in associazione ad altre vitamine e minerali; durante la gravidanza ed allattamento il fabbisogno può aumentare, per necessità metaboliche della mamma (e del bambino): da 0,5-0,6 mg/die può arrivare a 5mg/die in condizioni particolari ed in base allo storico clinico individuale; dosaggi ancor più alti sono di scelta che spetta allo specialista per quadro clinico individuale.
Acido folico negli alimenti: i cibi più ricchi
Le fonti alimentari più ricche in folati sono le frattaglie di animali(fegato), le uova, il lievito di birra, i cereali, i funghi secchi, i vegetali a foglia larga (spinaci, barbabietola, lattuga, cavoli e cavoletti), asparagi, broccoli, carciofi, zucchine, i legumi (piselli, fagioli), la frutta in generale, alcuni formaggi.
L’assorbimento dei folati dagli alimenti avviene nell’intestino dove essi subiscono delle reazioni di idrolisi per eliminare i gruppi glutammati ed ottenere alla fine la forma assorbibile di acido folico, ovvero l’acido pteroil-mono-glutammico: veicolato verso il fegato, l’acido folico viene trasformato in 5-metil-tetra-idro-folato, 5MTF, la forma biologicamente attiva nel corpo umano.
La biodisponibilità dei folati è influenzata dalla qualità dei cibi e dai tempi e modi di cottura degli stessi: sono sensibili alla luce, calore, all’ossigeno, all’acidità; per cui bisogna tener conto che i processi di preparazione, cottura e conservazione dei cibi possono alterare o distruggere la gran parte dei folati presenti negli alimenti primari.
L’assorbimento dell’acido folico è ridotto in caso di
Con il nome di ‘’vitamina B12’’ viene indicato un gruppo di composti organici di colore rosso, nella quale struttura chimica è presente un anello di natura aromatica con al centro uno ione Cobalto, da cui il nome di cobalamine.
Lo ione Cobalto presenta dei legami particolari, uno dei quali interessa un certo tipo di radicale in base al quale si identifica il tipo di cobalamina:
La struttura completa della cobalamina fu identificata negli anni ’50 del secolo scorso, quasi 100 anni dopo i primi studi su casi di grave stato di anemia chiamata ‘’anemia perniciosa’’ e curata a quei tempi alimentando le persone affette con grandi quantità di fegato al crudo.
La vitamina B12: l’assorbimento dagli alimenti
Come tutte le vitamine del gruppo B, anche la cobalamina è idrosolubile; inoltre è sensibile alla luce e calore e altamente igroscopica ( ha la capacità di assorbire prontamente le molecole d’acqua presenti nell’ambiente).
L’assorbimento della cobalamina avviene nello stomaco, in ambiente acido e in presenza della pepsina (enzimi presenti nel succo gastrico): separata dalle proteine alle quali è legata negli alimenti, la cobalamina è connessa al fattore R binder (detta aptocorrina, una glicoproteina elaborata nella saliva) e trasferita nell’intestino: qui, nella parte alta (duodeno e in seguito ileo) subisce reazioni di trasformazione da cui alla fine risultano le forme metabolicamente attive, la metilcobalamina e la 5-deossiadenosilcobalamina.
I processi di trasformazione al livello dell’intestino tenue sono fondamentali per l’assorbimento e la distribuzione nel circolo della cobalamina in forma attiva: queste reazioni possono aver luogo solo in ambiente alcalino, con l’impiego degli enzimi pancreatici (secreti sotto ‘’comando’’ ormonale), del fattore intrinseco (secreto nella mucosa gastrica e necessario per il passaggio nell’intestino) e del NADH (coenzima ossidoriduttivo necessario per le reazioni chimiche di riduzione dello ione cobalto, dalla forma 3+ altamente tossica per l’organismo umano, alla forma 1+ fisiologicamente essenziale).
La vitamina B12, a differenza di altre vitamine B, è immagazzinata in grandi quantità nel fegato; le riserve epatiche e il riassorbimento intestinale permettono di sostenere i fabbisogni fisiologici di cobalamina per lunghi periodi di tempo, anche in assenza di introito alimentare: alcuni anni, per chi segue diete vegetariane/vegane; 10-12 mesi, in casi di deficienze funzionali dell’intestino tenue (con mancato assorbimento della vitamina).
La vitamina B12: le funzioni fisiologiche
Le forme biologicamente attive della cobalamina svolgono azioni fondamentali per il corpo umano:
In poche parole, la vitamina B12 insieme ai folati partecipa alla formazione e la maturazione dei globuli rossi e alla sintesi di DNA (i mattoni del materiale genetico); inoltre la vitamina B12 è fondamentale per la formazione del midollo osseo; in generale per la normale funzionalità del sistema nervoso centrale.
La carenza (il deficit) di vitamina B12: cause e sintomi
La carenza di vitamina B12 può essere dovuta a 2 cause maggiori:
La carenza di vitamina B12 induce il cosiddetto stato di anemia perniciosa: più correttamente nominata anemia megaloblastica, ovvero anemia da alterata formazione di globuli rossi, che risultano anomali come forma e dimensioni e non riescono a svolgere le loro funzioni.
Nel complesso, l’anemia da carenza di vitamina B12 si sviluppa lentamente e di solito quando diagnosticata è già in fase avanzata.
I sintomi e segni più comuni sono
Nella diagnosi della anemia megaloblastica da carenza di vitamina B12, il medico specialista pone particolare attenzione nel controllare tra le cause anche il deficit di folati, dal quale deve essere fatta la diagnosi differenziata (perché un’errata diagnosi che comporti in seguito l’assunzione di acido folico può mascherare la carenza di B12, risolvendo apparentemente l’anemia ma conducendo all’aggravamento dei disturbi neurologici).
Per un adulto sano, il fabbisogno giornaliero secondo i LARN di
vitamina B12 : circa 2 – 2,4 mcg
vitamina B9 : circa 400mcg
per le tabelle complete dei fabbisogni giornalieri LARN: click qui
La vitamina B12: fonti alimentari più ricche
Le fonti alimentari di vitamina B12 sono prettamente di origine animale (la carne rossa e bianca, il pesce, le frattaglie, le uova, il latte e derivati); la cobalamina è invece scarsamente presente negli alimenti vegetali (alcuni funghi, alcune alghe, la soia fermentata).
Di solito, un’alimentazione sana e bilanciata e uno stile di vita adeguato garantiscono un sufficiente apporto di vitamina B12; l’integrazione di vitamina B12 è consigliata per le persone che seguono diete privative di alimenti di origine animale; per i neonati delle mamme vegane; nei casi clinici già confermati dalle analisi specifiche.
Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 pe gli adulti è di 2µg (leggermente più alto per le donne in gravidanza ed allattamento); per i bambini (1-11 anni) è di 0,5-1,4µg; quantità che normalmente vengono introdotte con l’alimentazione variata e bilanciata.
L’insufficiente apporto di vitamina B12 in gravidanza e/o allattamento può comportare effetti negativi anche gravi sullo sviluppo neuronale e sulla buona funzione nervosa del nascituro e del bambino.
Il CHECK UP VITAMINICO
proposto in Ambulatorio Pelizzo a Udine in collaborazione con i Laboratori Bianalisi è disponibile tutti i giorni della settimana da lunedì a sabato mattina, su prenotazione.
costo €35
Per eseguire il Check Up è consigliato il digiuno di almeno 8 ore; in caso di sensazione di sete è possibile bere 1-2 bicchieri di acqua.
E’ consigliato non fumare e non consumare alcolici prima di eseguire le analisi; nei giorni precedenti all’esame si consiglia di osservare la stessa routine quotidiana ma evitare gli sforzi fisici troppo intensi.
Il referto con i risultati delle analisi del sangue sarà pronto nell’arco di 1-3 giorni lavorativi (salvo altre indicazioni del Laboratorio di analisi).
In Ambulatorio Pelizzo a Udine sono altresì disponibili pacchetti standard e specifici per la prevenzione e controllo della salute, i CHECK UP: formulati per indagare in modo approfondito e mirato per ogni fabbisogno individuale dei pazienti.
Ambulatorio Pelizzo – Centro Infermieristico e Prelievi a Udine – pone a disposizione degli utenti il servizio di esami ed analisi del sangue standard con prelievo venoso tutti i giorni della settimana da lunedì a sabato mattina su prenotazione.
researchgate.net
(a cura della Drssa Afrodita Alexe)
Pelizzo centro infermieristico e prelievi sas di Pelizzo Luigi e Soci.
Via Cividale 292 – 33100,Udine
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