IPOTENSIONE ORTOSTATICA

INDICE

  1. IPOTENSIONE ORTOSTATICA: COME SI DEFINISCE?
  2. QUALI SONO LE CAUSE DELL’IPOTENSIONE ORTOSTATICA?
  3. I SINTOMI E SEGNI CLINICI DELL’IPOTENSIONE ORTOSTATICA
  4. ANALISI, TEST ED ESAMI PER LA DIAGNOSI DELL’IPOTENSIONE ORTOSTATICA

L’ipotensione ortostatica, detta anche posturale, è la condizione che si verifica con il cambio repentino della posizione del corpo da supina a eretta, ed è segnata da un abbassamento netto e rapido della pressione arteriosa:

  • di più di 20mmHg pressione sistolica,
  • di più di 10mmHg pressione diastolica,
  • di entrambe.

Generalmente, questa condizione viene considerata tale quando la netta caduta della pressione arteriosa ed i sintomi ad essa associati compaiono con l’ortostatismo e si normalizzano tornando in clinostatismo.

L’ipotensione ortostatica si può verificare a tutte le età sia negli uomini che nelle donne; l’incidenza è superiore negli anziani:  circa il 20% delle persone sopra i 65 anni ne soffre, e tra questi soprattutto chi segue una politerapia farmacologica per 

ipertensione arteriosa,

insufficienza venosa periferica,

malattie cardio-cerebro-vascolari,

diabete,

— malattie croniche degenerative del SNC,

— malattie croniche dell’albero respiratorio e con ceno particolare per le OSAs (apnee notturne).

In età giovane (ragazzi, adolescenti, adulti giovani) l’ipotensione ortostatica può essere

 — causata da fattori passeggeri come il caldo eccessivo e la disidratazione e comporta sintomi analoghi con ripresa rapida e completa.

 — idiopatica: la sindrome della tachicardia posturale ortostatica (detta anche tachicardia posturale autonoma, o intolleranza ortostatica ) è una sindrome da intolleranza all’ortostatismo,  caratterizzata da una frequenza cardiaca di ≥ 120 battiti/min o da un aumento di ≥ 30 battiti/min quando la persona si alza in piedi o si mette a testa in giù in modo brusco e repentino; i valori pressori invece rimangono pressoché inalterati.

Nei pazienti anziani, l’ipotensione ortostatica  è considerata  una condizione clinica per la quale si impone la necessità di attenta valutazione nel quadro più ampio dell’anamnesi generale, per scoprirne e correggerne le cause.

 

2. QUALI SONO LE CAUSE DELL’IPOTENSIONE ORTOSTATICA?

Il meccanismo fisiologico di controllo dinamico dell’equilibrio pressorio vede coinvolti vari siti d’azione:

  — l’azione di alzarsi bruscamente provoca uno stress gravitazionale tradotto per intenso e voluminoso afflusso sanguigno nelle vene di grande portata delle gambe e del tronco, con conseguente riduzione del ritorno venoso, quindi riduzione della gittata cardiaca e abbassamento della pressione arteriosa;

  — successivamente, si ha una reazione rapida del sistema nervoso simpatico per aumentare la frequenza e la contrattilità del cuore, nonché il tono motorio dei grandi vasi sanguigni, insieme ad una reazione di inibizione parasimpatica con il risultato di incremento della frequenza cardiaca;

  — continuando a rimanere in posizione eretta, si attivano il sistema renina-angiotensina-aldosterone ed il rilascio di vasopressina, avendo come risultato la ritenzione idrosalina e normalizzazione del volume ematico circolante.

Normalmente, la variazione clino/ortostatica della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca passa inosservata, senza il manifestarsi di alcun sintomo.

In determinati casi, invece, si assiste ad uno scarso controllo dei meccanismi omeostatici di ripristino della pressione sanguigna, dovuto ad uno o più disturbi correlati:

  • insufficiente reazione del sistema nervoso simpatico,
  • disfunzioni d’organo e ghiandolari (cuore, reni, tiroide),
  • pregressa ipovolemia,
  • insufficiente risposta dell’asse ormonale.

Le cause sono individuabili in base alla tipologia e durata dei sintomi; si parla generalmente di ipotensione ortostatica acuta quando dovuta a

  • Ipovolemia (riduzione brusca e massiccia del volume circolante, dovuta a emorragie o disidratazione da diarrea e/o vomito e/o sudorazione molto intensi)
  • riposo prolungato a letto (soprattutto nelle degenze prolungate)
  • assunzione/somministrazione di determinati farmaci
  • insufficienza surrenalica (Morbo di Addison)

e di ipotensione ortostatica cronica quando invece è dovuta a

  • variazioni patologiche nella regolazione della pressione sanguigna,
  • terapia farmacologica cronica, o
  • stato di disfunzione autonomica peggiorativa in relazione all’età.

Frequentemente si riscontra anche l’ipotensione ortostatica post-prandiale; è una condizione che si verifica soprattutto dopo pasti abbondanti e ricchi, specialmente in carboidrati e zuccheri, probabilmente come risposta all’azione dell’insulina e all’aumentato afflusso sanguigno nel tratto gastro-intestinale, richiesto per il processo di digestione; l’assunzione concomitante di alcol contribuisce a peggiorare il quadro clinico.

E’ comune la condizione di ipotensione ortostatica nelle persone affette da cachessia (grave deperimento organico) causata da disidratazione, riduzione della massa muscolare e alterazioni del sistema nervoso autonomo.

3. SINTOMI E SEGNI CLINICI DELL’IPOTENSIONE ORTOSTATICA

I sintomi riscontrati sono diversi come intensità e durata e scompaiono quando si torna in posizione supina, meglio ancora con la testa e le spalle leggermente innalzate su un cuscino.

I sintomi e segni clinici comuni comprendono

  • Debolezza e affaticamento improvvisi,
  • vertigini e capogiro (senso di ‘’testa leggera’’ subito dopo essersi alzati),
  • perdita di equilibrio,
  • visione offuscata, disturbi visivi (campo visivo nero, difficoltà a mettere a fuoco)
  • confusione,
  • sudorazione e senso di calore profuso ed improvviso,
  • cefalea e mal di testa,
  • nausea,
  • più raramente obnubilamento, sincope o convulsioni

I sintomi cronici possono essere esagerati dall’esercizio fisico pomeridiano o dai pasti pesanti serali.

Gli episodi di ‘’caduta pressoria’’ sono:

  • transitori: i sintomi sono temporanei e spariscono entro pochi secondi o minuti.
  • strettamente correlati alla postura: sono legati al cambio repentino della posizione del corpo (si verificano quando ci alziamo bruscamente e migliorano se torniamo subito a sederci)
  • un segnale d’allarme per i rischi associati: in particolare per gli anziani, aumenta il rischio di cadute (infatti, nelle persone anziane un gran numero di incidenti da caduta involontaria è dovuto alla condizione di ipotensione ortostatica misconosciuta)

4. ANALISI, TEST ED ESAMI PER LA DIAGNOSI DELL’IPOTENSIONE ORTOSTATICA

La valutazione globale dell’ipotensione ortostatica consiste nel monitoraggio delle patologie croniche e delle terapie farmacologiche in corso, con riferimento alla tipologia e dosaggio dei farmaci:

  • particolare attenzione andrà posta per i farmaci antipertensivi; diuretici; antidepressivi; antipsicotici; IMAO; barbiturici; anticonvulsivanti; farmaci chemioterapici ed antitumorali
  • l’uso concomitante di due o più farmaci della stessa classe e/o di classi differenti aumenta in modo esponenziale il rischio di ipotensione ortostatica.

Il medico indicherà gli esami e le analisi di approfondimento, per le eventuali cause neurologiche o neoplastiche (un segnale d’allarme è rappresentato dalla presenza di sangue nelle feci).

Come esame obiettivo, la misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca è utile per una prima valutazione globale:

  • la misurazione avviene in sequenza: si esegue la prima rilevazione in posizione supina e poi ad un intervallo di 1 minuto e rispettivamente 3 minuti in posizione eretta (o in alternativa, da seduti con le spalle dritte);
  • i risultati sono indici di base del tipo di disfunzione pressoria.

L’esame di routine comprende

Come già detto, il rischio di sviluppare la condizione di ipotensione ortostatica è aumentato nelle persone affette da malattie cardio-vascolari, metaboliche od endocrine (in special modo il diabete).

Le linee guida ESH-ESC 2023/2024 raccomandano fortemente la misurazione domiciliare della pressione arteriosa come strumento integrato alla misurazione specialistica ambulatoriale, per la cura e prevenzione delle malattie cardio-cerebro-vascolari; a tal fine si possono utilizzare gli sfigmomanometri disponibili in commercio, validati e certificati in conformità alle leggi in vigore a livello nazionale ed internazionale.

L’Ambulatorio Pelizzo a Udine dispone per gli utenti il reparto Telecardiologia in collaborazione con Cardio Online per poter eseguire elettrocardiogramma, holter pressorio e holter cardiaco in modo comodo e veloce sia in sede di ambulatorio che a domicilio della persona assistita; con refertazione cardiologica rapida in 24 ore dalla registrazione dei dati sulla piattaforma digitale; è altresì disponibile il teleconsulto in Piattaforma Cardio Online con medici specialisti cardiologi.

Inoltre l’Ambulatorio Pelizzo è disponibile per fare tutte le analisi ed esami del sangue con prelievo venoso a Udine, tutti i giorni della settimana da lunedì a sabato mattina su prenotazione.

Periodicamente, Ambulatorio Pelizzo in collaborazione con i Laboratori Bianalisi propone i Check Up – pacchetti di analisi del sangue specifici per condizioni patologiche e fabbisogni particolari: da gennaio a febbraio 2026, sono disponibili i pacchetti con tariffa agevolata

CHECK UP WINTER

€29

maggiori info, seguendo il link all’articolo 

CHECK UP CUORE+

€49

maggiori info, seguendo il link all’articolo

per tutte le informazioni non esitate a contattarci.

tutti gli articoli, seguendo il link

Blog-Articoli

fonti essenziali

msdmanuals.com

epicentro.iss

WHO-Gho

www.salute.gov.it/portale/alleanzacardiocerebrovascolari/homealleanzacardiocerebrovascolari.jsp

ictus e fattori di rischio
i fattori di rischio modificabili e il punteggio Scorecard