Per insufficienza venosa cronica (IVC) si intende l’alterazione permanente della circolazione venosa degli arti inferiori dovuta principalmente a difetti delle pareti venose o delle valvole di chiusura delle vene stesse, che comportano ristagno di sangue a livello periferico e la riduzione del ritorno venoso verso il cuore.
La IVC ha una prevalenza del 25% nell’ambito delle malattie croniche importanti, con un rapporto d’incidenza di 3:1 tra donne e uomini, interessa soprattutto la fascia d’età oltre 50anni e secondo gli studi clinici più accurati, nella maggior parte dei casi è correlabile ad una malattia cronica organica o funzionale (malattie cardiache; insufficienza circolatoria cerebrale; ictus; malattie renali; diabete; malattie autoimmuni).
L’insufficienza venosa cronica si sviluppa quando si verificano delle alterazioni nel funzionamento del drenaggio del flusso venoso verso l’alto, ovvero quando vi sussiste un ristagno di sangue nelle vene con interruzione di varia entità del processo di ritorno del sangue verso il cuore.
Il processo di ritorno del sangue venoso dagli arti inferiori verso il cuore avviene tramite meccanismi particolari che nel loro insieme formano le pompe venose periferiche, chiamate anche ‘’cuore periferico’’: per permettere al sangue venoso di risalire dalla periferia verso il cuore, quindi contro la forza della gravità, questi meccanismi impiegano sia la contrazione dei muscoli delle gambe sia l’azione delle valvole presenti all’interno delle pareti dei vasi venosi (ogni contrazione del muscolo comporta una spinta del sangue nei vasi venosi profondi; allo stesso tempo l’attivazione delle valvole presenti nelle pareti dei vasi chiude nei tratti intermedi il flusso di sangue impedendone il refluire verso il basso e spingendolo verso l’alto con una nuova contrazione muscolare).
In base al grado di ristagno venoso si parla di insufficienza venosa cronica:
La prima forma – IVC primaria – è anche quella riscontrata più spesso, sia negli uomini che nelle donne; le cause sono molteplici e coinvolgono:
Il ristagno venoso superficiale interessa anche il microcircolo: la rete di capillari infatti si evidenzia di più (teleangiectasie), si sviluppa l’edema soprattutto a livello delle caviglie e si va incontro ad un processo infiammatorio generalizzato del plesso circolatorio superficiale (dovuto alle alterazioni degli interscambi a livello capillare).
La seconda forma – IVC secondaria – è decisamente più rara ma molto più grave: si parla di trombosi venosa profonda e la causa principale è la presenza di trombi (coaguli di sangue) all’interno dei vasi venosi profondi, che possono provocare l’occlusione – parziale o totale – del lume del vaso con conseguente rottura dello stesso.
Le cause della IVC secondaria sono multifattoriali e coinvolgono:
La classificazione delle IVC
In base ai segni e sintomi manifestati, è stata messa a punto la classificazione delle IVC per gradi di sviluppo:
Lo sviluppo di insufficienza venosa cronica ha una base di tipo genetico e ormonale; ai fattori di rischio intrinseci si aggiungono quelli estrinseci, modificabili:
Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali e il continuo aumento del peso possono condurre allo sviluppo dello status di insufficienza venosa primaria, con sintomi come senso di pesantezza e stanchezza delle gambe, ristagno idro-salino con gonfiore delle caviglie e dei piedi, eritema e dolore oppure senso di addormentamento delle gambe: principalmente, le cause scatenanti sono
I sintomi generali della IVC sono:
I sintomi compaiono e si aggravano soprattutto con lo stare a lungo in piedi; peggiorano durante la stagione calda; tendono a diminuire durante l’attività fisica.
Le manifestazioni cliniche variano a seconda dello stadio di sviluppo della malattia venosa: nei primi stadi si assiste allo sviluppo di teleangiectasie (capillari in evidenza, singoli o a rete, di colore rossastro-rosso o bluastro) mentre negli stadi più avanzati compaiono le varici, la dermatite, le ulcere cutanee (lesioni croniche he non tendono spontaneamente a cicatrizzarsi).
Le varici
La riduzione di elasticità delle pareti venose e la compromissione delle valvole porta alla formazione di varici: dilatazioni patologiche permanenti in uno o più tratti di una vena con riduzione della portata sanguigna sia in termini di flusso che di costanza.
Tra le cause più comuni dell’insorgenza della malattia varicosa si contano
La diagnosi della insufficienza venosa cronica viene eseguita dal medico specialista e si basa su
L’esame strumentale più utilizzato per la diagnosi della IVC è l’ecocolordoppler venoso: usa gli ultrasuoni per visualizzare vene e arterie, misurando velocità e direzione del flusso sanguigno nei vasi e identificando reflussi, ostruzioni o varici.
La pletismografia rappresenta una tecnica di indagine non-invasiva che permette la valutazione della funzione del circolo venoso profondo e della circolazione arteriosa periferica misurando la variazione del flusso sanguigno nei vasi di sangue.
Le analisi ed esami del sangue che possono essere richieste dallo specialista come approfondimenti sono
La valutazione della funzione circolatoria periferica viene indicata quando vi sono segni e sintomi di sofferenza vascolare periferica: dolori alle gambe e crampi diurni/notturni, gonfiore alle caviglie o edema generalizzato delle gambe con senso di calore e pesantezza, teleangiectasie (rete capillare in evidenza sulla superficie cutanea), varici più o meno evidenti.
I valori riscontrati in seguito al monitoraggio della pressione arteriosa possono dare indicazioni sull’eventuale presenza di disturbi della circolazione periferica: valori appena fuori dai limiti normali superiori, costanti come letture, leggermente più alti verso sera soprattutto riguardo alla pressione diastolica, possono essere segno di insufficienza venosa periferica.
Nella diagnosi differenziale con l’insufficienza circolatoria arteriale (ICA) e con la malattia circolatoria linfatica (ML), i sintomi si valutano in base alla sede di comparsa, ai caratteri e alla relazione sforzo-riposo:
L’approccio terapeutico per la cura e prevenzione dell’insufficienza venosa cronica tiene conto della gravità della condizione e si basa su interventi multicanale:
Gli integratori alimentari per i disturbi della circolazione
Tra gli estratti erbali più conosciuti ed utilizzati per combattere i disturbi della circolazione si contano quelli del rusco, la vite rossa, l’ippocastano, l’hamamelis, la centella asiatica, il mirtillo, il ginkgo biloba, il fieno greco, il meliloto: sono piante medicinali ricche in principi attivi con azione antiinfiammatoria, antiedemigena-drenante, antiossidante-detossinante, con effetto diretto contro la vasodilatazione periferica e indebolimento del plesso circolatorio.
Generalmente, questi estratti erbali sono ben tollerati e privi di reazioni ed effetti avversi; per la vite rossa non si conoscono controindicazioni maggiori, mentre il meliloto può interferire con i farmaci anticoagulanti derivati della cumarina e la centella invece può talvolta potenziare l’azione dei farmaci in terapia ormonale sostitutiva per la funzione tiroidea: spetta allo specialista decidere il percorso di cura e prevenzione, in base allo storico clinico e necessità di ogni persona.
Ambulatorio Pelizzo – Centro Infermieristico e Prelievi a Udine – pone a disposizione degli utenti il servizio di esami ed analisi del sangue standard con prelievo venoso tutti i giorni della settimana da lunedì a sabato mattina su prenotazione.
https://www.simg.it/Riviste/rivista_simg/2003/02_2003/6.pdf
(Linee Guida ESC ESVM 2024 – SIAPAV.IT)
Pelizzo centro infermieristico e prelievi sas di Pelizzo Luigi e Soci.
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