Ambualtorio Pelizzo

RILEVAZIONE PARAMETRI VITALI

INDICE

  1. QUALI SONO I PARAMETRI VITALI E PERCHE’ MISURARLI?
  2. MISURAZIONE TEMPERATURA CORPOREA
  3. MISURAZIONE PRESSIONE ARTERIOSA E FREQUENZA CARDIACA
  4. MISURAZIONE SPO2 (SATURAZIONE OSSIGENO NEL SANGUE) E FREQUENZA RESPIRATORIA
  5. PESO, ALTEZZA, GIROVITA, BMI
  6. VALUTAZIONE OBIETTIVA DEL DOLORE

I parametri vitali sono elementi di valutazione obiettiva che indicano lo stato fisiologico dell’organismo fornendo informazioni di base sulla buona funzionalità dei sistemi, apparati ed organi del nostro corpo.

La rilevazione dei parametri vitali è ampiamente utilizzata in pratica clinica per monitorare lo stato di salute della persona assistita; fa parte dell’anamnesi, come primo step dell’esame obiettivo eseguito in ambulatorio medico; la lettura e l’interpretazione dei dati raccolti, con le loro variazioni sequenziali e temporali, sono essenziali per stabilire lo stato e le condizioni di salute del paziente, in ordine di formulare la diagnosi e stabilire il percorso di trattamento.

I principali parametri vitali sono quattro:

a questi si aggiungono

  • gli indici fisici (peso, altezza, girovita, calcolo BMI)
  • il dolore (il quinto parametro vitale, rappresenta un indicatore soggettivo molto importante, riconosciuto in ambito clinico e normato con la legge 38/2010)

I parametri vitali forniscono informazioni cruciali sulle funzioni vitali dell’organismo; le loro variazioni possono essere segni d’esordio o sviluppo di condizioni patologiche acute o croniche.

La rilevazione dei parametri vitali ha come obiettivi:

  • la valutazione generale dello stato di salute del paziente: come primo step dell’esame obiettivo, in ambito clinico ambulatoriale
  • il monitoraggio delle condizioni patologiche croniche (ipertensione arteriosa essenziale, patologie cardiache, deficienza respiratoria e malattie polmonari, diabete)
  • identificare precocemente le complicanze cliniche: rilevando i segni clinici che indicano un aggravamento delle condizioni fisiopatologiche preesistenti, o durante procedure mediche invasive, la misurazione dei parametri vitali è essenziale per monitorare la risposta del corpo e rilevare/prevenire eventuali complicazioni.
  • la valutazione dell’efficacia della cura farmacologica e del percorso di guarigione: per decidere la migliore opzione terapeutica per il paziente e apportare le eventuali modifiche alle terapie se necessarie.

2. LA MISURAZIONE DELLA TEMPERATURA COROPOREA

La temperatura corporea rappresenta il parametro che indica la capacità dell’organismo di creare, preservare e dispendere l’energia; si misura in gradi Celsius ed è regolata dal Sistema Nervoso Centrale nell’ipotalamo.

La temperatura corporea 

— si considera normale quando oscilla tra 35,5°C e 37,5°C;

— si considera febbre (ipertermia) a partire da 37,5 – 38°C;

— si parla di ipotermia sotto i 35°C.

La temperatura corporea è un indice di valutazione per l’efficienza dei processi di regolazione termica dell’organismo; la temperatura media varia in base a fattori intrinseci:

  • età e genere,
  • tipo di attività fisica svolta,
  • introito di liquidi e alimenti
  • patologie e terapie farmacologiche
  • nelle donne, le fasi del ciclo mestruale

nonché fattori estrinseci:

  • momento del giorno/notte (fasi del ritmo circadiano)
  • temperatura dell’ambiente
  • zona/area di misurazione (la temperatura periferica – pelle, mucose, muscoli, estremità – è variabile)
  • tipo di strumento utilizzato per la misurazione (tradizionale-analogico; digitale; a infrarossi; a ultrasuoni)

La temperatura corporea è soggetta a variazioni fisiologiche durante il giorno, con il livello più basso la mattina alle 4:00 e con il livello più alto la sera alle 18:00.

I valori di riferimento della temperatura corporea cambiano in base alla zona del corpo in cui viene effettuata la misurazione:

  • zona ascellare e inguinale: tra 36°C e 37°C
  • zona orale (in bocca): tra 36,5°C e 37,5°C
  • zona rettale (considerata la più idonea per misurare la temperatura interna): tra 37°C e 37,5°C

 

Il centro nervoso della termoregolazione è situato nel SNC, nell’ipotalamo, dove si ricevono gli stimoli rilevati dai termoricettori superficiali e profondi. Il centro di termoregolazione, costituito da neuroni sensibili alle oscillazioni di temperatura, è protetto da fenomeni aggressivi tramite meccanismi complessi che attivandosi per mantenere l’equilibrio termico, inducono a cascata i processi di difesa a livello cutaneo (sudorazione, barriera idrolipidica), respiratorio (regolazione della frequenza e volume respiratorio), endocrino (funzioni tiroidea, ipofisaria, surrenale), cardiaco e renale (regolazione del battito e toni cardiaci, controllo della formazione di urine ed escrezione renale) e così via.

3. LA MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA E FREQUENZA CARDIACA

La pressione arteriosa viene definita come la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie, ad ogni battito del cuore; l’unità di misura è il millimetro di mercurio (mmHg).

Il battito cardiaco rappresenta l’insieme di azioni del muscolo cardiaco (di contrazione e rilassamento) che il cuore compie per effettuare la distribuzione del sangue nei vasi sanguigni in una volta: la successione di queste azioni porta il nome di ciclo cardiaco, intende tutto il circuito del flusso sanguigno nel nostro corpo in una volta.

Questa successione ritmica di azioni compiute dal cuore per portare il flusso ematico nei vasi sanguigni porta il nome di frequenza cardiaca ovvero il numero di battiti del cuore in un determinato arco temporale (standardizzato in 1 minuto).

In altre parole, misurare il numero di battiti cardiaci in un minuto (bpm) vuol dire rilevare la frequenza cardiaca.

Con la sistole il cuore spinge il sangue nelle arterie e svuota le sue camere inferiori: contraendosi, il ventricolo sinistro si svuota e imprime al flusso sanguigno la spinta maggiore, detta pressione massima o sistolica, i cui valori normali in un adulto sano sono di circa 120mmHg.

La fase di ritorno del sangue verso il cuore coincide quindi con il rilassamento del muscolo cardiaco e il riempimento delle camere superiori, gli atri: quando il sangue arriva nell’atrio destro si ha la pressione minima o diastolica, i cui valori normali in un adulto sano sono di circa 80mmHg.

L’andamento della pressione arteriosa segue il ritmo circadiano: è più alta la mattina, scende durante il primo pomeriggio, risale in pomeriggio tardi verso la sera, per arrivare ai valori minimi durante la notte e poi risalire di nuovo verso le prime ore del mattino.

Gli stadi e gradi della pressione arteriosa sono suddivisi in base ai valori ottenuti con le misurazioni in condizioni standard in ambulatorio medico e con seguente monitoraggio domiciliare.

In un adulto sano i valori normali della pressione arteriosa sono

  • Pressione sistolica 120-130mmHg
  • Pressione diastolica 70-80mmHg
  • Frequenza cardiaca media 70bpm

Le variazioni pressorie sono presenti sia nelle persone normotese sia in quelle ipertese; la differenza consiste nella variabilità incontrollata nell’iperteso.

La misurazione della pressione arteriosa viene effettuata utilizzando appositi apparecchi chiamati sfigmomanometri, tarati e validati per la misurazione della pressione arteriosa in ambito domiciliare; semiautomatici o interamente digitali, questi dispositivi rappresentano strumenti essenziali per il controllo delle patologie croniche del sistema cardiovascolare e correlate e delle loro terapie farmacologiche.

Per saperne di più: leggi gli articoli

La pressione arteriosa 

La frequenza cardiaca

4. MISURAZIONE SPO2 (SATURAZIONE OSSIGENO DEL SANGUE) E FREQUENZA RESPIRATORIA

La saturazione di ossigeno del sangue (SpO2)

rappresenta un parametro che indica i valori di ossigeno nel sangue arterioso: nel sangue, infatti, si trovano disciolti sia l’ossigeno che l’anidride carbonica, i due gas responsabili del ciclo respiratorio (assumiamo ossigeno dall’aria ispirata ed espelliamo anidride carbonica come prodotto di scarto).

Il sangue trasporta l’ossigeno ricavato a livello degli acini polmonari, legandolo all’emoglobina: la proteina presente nei globuli rossi, specializzata nel trasporto e distribuzione dell’ossigeno nei tessuti ed organi in tutto l’organismo.

La SpO2 esprime in termini percentuali la quantità di emoglobina che è satura di ossigeno rispetto alla quantità totale nel sangue.

Mantenere valori adeguati di saturazione nell’ossigeno del sangue è essenziale per tutte le cellule, per svolgere le proprie funzioni vitali e per produrre energia tramite la respirazione cellulare. 
I valori considerati normali di SpO2 sono di almeno 95%-96%, ovvero il 95%-96% dei gas disciolti nel sangue dev’essere costituito da ossigeno.

Se i livelli di ossigeno scendono al di sotto dei valori normali, possono verificarsi gravi complicazioni che influenzano negativamente lo stato di salute (in particolare a livello cerebrale, cardiaco e respiratorio).

Con il termine “ipossiemia” si intende la carenza di ossigeno nel sangue – valori sotto il 94% –  che porta a sintomi come la dispnea (il fiato corto) e la difficoltà a fare sforzi; in generale, lo stato di ipossiemia si può verificare nelle persone affette da

 

La frequenza respiratoria (il numero di atti respiratori in un minuto)

è strettamente legata alla saturazione dell’ossigeno nel sangue; quando i livelli di ossigeno scendono, si attivano meccanismi compensatori che includono aumento della frequenza della respirazione per regolare la quantità d’aria in entrata nei polmoni.

  • Adulti (stato di salute generale normale): 12-20 atti respiratori per minuto
  • Bambini (da 1 a 8 anni d’età): 15-30 respiri al minuto
  • Lattanti (da 1 a 12 mesi): 25-50 respiri al minuto
  • Neonati (da 1 a 28 giorni di vita): 40-60 respiri al minuto

 

La SpO2 si misura utilizzando dei piccoli dispositivi chiamati saturimetri (o pulsossimetri) indossabili sul dito, di solito l’indice; la frequenza respiratoria può essere controllata dallo specialista (medico o infermiere) osservando i movimenti del torace e servendosi di appositi strumenti (fonendoscopio, stetoscopio).

5. PESO, ALTEZZA, GIROVITA, BMI

I parametri fisici di una persona (il peso, l’altezza, le dimensioni delle varie zone di cosiddetto interesse metabolico) sono importantissimi nella valutazione clinica obbiettiva e nel controllo dello stato di salute, dell’andamento di una patologia e/o della terapia farmacologica messa in atto, del grado di recupero dopo interventi chirurgici maggiori e tanto altro; sono i primi ad essere rilevati ogni qualvolta ci presentiamo in studio medico per una visita di controllo in qualsiasi circostanza.

Se l’altezza di una persona è determinata geneticamente per più dell’80%, per il peso corporeo e la distribuzione della massa grassa tessutale l’impronta genetica varia moltissimo in base all’etnia, zona geografica di provenienza/popolazione e genere ed è secondaria alle condizioni e fattori di vita (alimentazione, stile di vita, attività fisica ecc).

Il peso corporeo subisce variazioni fisiologiche durante la vita (come ad esempio per le donne in gravidanza ed allattamento; per gli anziani); così come anche la distribuzione della massa grassa tessutale (ad esempio, con l’avvio della menopausa nelle donne la massa adipocitaria si redistribuisce e ridefinisce i contorni del girovita; nello sportivo la bilancia tra massa magra e massa grassa è in continuo riassestamento dinamico ecc).

  • La misurazione della circonferenza del girovita fa parte della stima del grasso viscerale – rappresentato dal tessuto adiposo viscerale, detto anche grasso intra-addominale, è difatti il grasso accumulato negli spazi tra gli organi interni e riguarda il deposito lipidico profondo; è considerato uno dei fattori di alto rischio per lo sviluppo di patologie nell’area cardio-vascolare e metabolica (obesità, sindrome metabolica, diabete)

Per saperne di più: leggi l’articolo sulla BIA e Massa Grassa

Partendo dal peso corporeo e altezza, si può calcolare il BMI: l’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index), un parametro essenziale e largamente utilizzato per la valutazione complessiva della forma fisica e dei rischi legati alle variazioni del peso corporeo per la salute dell’organismo.

La formula più utilizzata per il calcolo del BMI è la seguente:

BMI = peso (kg) / altezza² (m)

Per saperne di più: leggi l’articolo sulla BIA e BMI

6. LA VALUTAZIONE OBBIETTIVA DEL DOLORE

Il dolore rappresenta il quinto parametro vitale,

di importantissima rilevanza per il monitoraggio delle condizioni di salute psico-fisica e strettamente collegato alla qualità di vita della persona.

Il dolore è definito come ‘’un’esperienza sensoriale e emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale in atto, potenziale o percepito (descritto) …’’(IASP)

https://www.iasp-pain.org/)

Una sistematica valutazione del dolore consente di ottenere informazioni riguardo:

  • l’entità e caratteristiche del dolore;
  • i fattori favorenti e allevianti;
  • l’impatto del dolore sulla qualità di vita del paziente;
  • lo stato emotivo-psicologico e le condizioni socio-ambientali.

La rilevazione del dolore viene effettuata utilizzando le scale unidimensionali o multidimensionali validate (OMS, IASP, ESMO, MS-Iss Epicentro, altre Enti europee e nazionali) nonché i fattori soggettivi legati alla persona ed ha come obiettivi:

Il dolore può essere:

  • acuto (con esordio improvviso ed inaspettato, associato ad una lesione – come le lesioni muscolari dello sportivo – o trauma ben identificabile)
  • cronico (che dura da oltre tre mesi)
  • di natura oncologica (associato alla malattia tumorale, può essere acuto o cronico)
  • nocicettivo (è definito anche fisiologico, perché secondario all’attivazione dei nocicettori, particolari terminazioni nervose presenti in strutture somatiche o viscerali)
  • neuropatico (è la conseguenza di un danno o disfunzione del tessuto nervoso periferico o centrale)

Il dolore, di qualsiasi natura ed entità, ha valenza altamente soggettiva ed individuale, può assumere un carattere invalidante per la persona che ne è affetta e costituisce una delle più frequenti cause di richiesta di assistenza sanitaria in tutto il mondo.

 

Ambulatorio Pelizzo a Udine pone a disposizione degli utenti il servizio infermieristico di rilevazione dei parametri vitali, che può essere eseguito sia in sede di ambulatorio che a domicilio della persona assistita, tutti i giorni da lunedì a sabato su prenotazione.

Il servizio di rilevazione dei parametri vitali si inserisce nell’elenco dei servizi infermieristici proposti dal Centro Prelievi e Infermieristico Pelizzo a Udine:

Iniezioni e Fleboclisi

Telecardiologia – ECG e Holter

Analisi del sangue con prelievo venoso

Medicazioni e Bendaggi

Lavaggio auricolare

Cateterismo e Stomie

e tanto altro: per tutte le informazioni e prenotazioni non esitate a contattarci.

 

( a cura della Drssa Afrodita Alexe)

fonti essenziali

UNIVPM – Best Practice

Nurse24.it

MSD.Manuals.com

Epicentro.ISS

 

servizio infermieristico di rilevazione dei parametri vitali
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