rappresenta una patologia cronica del tratto digerente, più nello specifico dello stomaco e dell’esofago, dovuta alla risalita del contenuto gastrico verso l’esofago.
Il reflusso gastroesofageo rappresenta in modo vero e proprio la condizione in cui i succhi gastrici risalgono dallo stomaco verso l’alto nell’esofago e vi possono causare irritazione, erosione ed infiammazione delle mucose.
Il reflusso gastroesofageo è considerato conseguenza fisiologica in determinate circostanze (abitudini alimentari e stile di vita scorretti, abitudine posturale post-prandiale errata, assunzione di farmaci); in queste situazioni il reflusso si presenta come episodio sporadico ed occasionale e la correzione della circostanza ne determina la risoluzione.
Il reflusso del contenuto gastrico nell’esofago talvolta può condurre a rigurgito acido ovvero la sua risalita nel cavo orale dove lascia un sapore caratteristico acido-amaro.
Quando il reflusso causa sintomi quali pirosi, rigurgiti e altre manifestazioni dispeptiche fastidiose, frequenti e/o costanti si parla di manifestazione patologica vera e propria: secondo la definizione della Consensus di Montreal (2006) la Malattia da Reflusso Gastroesofageo è la condizione clinica che si sviluppa quando la risalita anomala del contenuto gastrico in esofago, o oltre ad esso, causa sintomi e/o determina complicazioni che alterano in modo costante e continuo lo stato di benessere psico-fisico della persona.
La MRGE è una patologia piuttosto diffusa: in Europa le stime parlano di circa 15% della popolazione che ne riferisce sintomi e segni clinici in maniera frequente; in Italia l’incidenza della MRGE è di più del 30% della popolazione (con entità e frequenza molto variabili) ed è più evidente nella fascia d’età anziana, in crescita tra i giovani adulti (30-40 anni); più del 75% dei pazienti già diagnosticati con MRGE ne denunciano anche sintomi extraesofagei (come tosse secca o irritazione della faringe).
Un ceno a parte va dato al reflusso gastroesofageo nei nascituri e lattanti: le linee guida di ESPGHAN (https://www.espghan.org/home) definiscono il rigurgito nel neonato come il ritorno nel faringe, nella bocca o fuori dalla bocca, del cibo già deglutito.
Secondo i criteri Roma III, la diagnosi di rigurgito nei lattanti sani (3 settimane – 12 mesi di età) include almeno 2 episodi di rigurgito al giorno per almeno 3 settimane escludendo condizioni cliniche di: nausea, ematemesi, aspirazione, apnea, ritardi nello sviluppo, difficoltà nella nutrizione o nella deglutizione e postura anormale.
Il rigurgito è un evento comune nel 50% dei neonati (<3 mesi) e si risolve spontaneamente entro i 12-14 mesi di età nella maggior parte dei casi.
Il rigurgito deve essere distinto dal reflusso, il quale rimane il fenomeno alla base della MRGE, sia nel bambino che nell’adulto.
Nei bambini si parla di MRGE quando il reflusso porta a manifestazioni sintomatiche e cliniche quali il ritardo nella crescita, l’irritabilità, la pirosi e la disfagia (se il bambino è in grado di riferirle), la tosse, la raucedine e/o complicanze (come nell’adulto) quali infiammazione cronica dell’esofago, laringe e faringe; fino alle stenosi e all’esofagite di Barrett.
I segni e sintomi più comuni della MRGE sono direttamente legati al contatto dell’acido gastrico con la mucosa dell’esofago:
Nell’adulto, i sintomi e segni clinici specifici conducono alla classificazione delle MRGE in diversi profili clinici tra i quali i principali sono
I sintomi extra-esofagei sono manifestazioni meno immediate, causate dall’irritazione ed infiammazione indiretta di vie respiratorie, gola e cavo orale che possono dipendere dalla micro-inalazione di residui acidi o da meccanismi neurologici riflessi.
Altri sintomi non specifici (non direttamente correlabili al reflusso gastrico) sono
Data l’importante variabilità dei sintomi e segni clinici, la diagnosi della MRGE può essere ritardata e complessa portando a richiedere l’intervento specialistico in più direzioni (area gastroenterologica, otorinolaringoiatrica, delle malattie endocrine ecc).
Le complicanze della MRGE
La malattia da reflusso gastroesofageo può portare a complicanze importanti tra le quali si notano:
Dai dati clinici ed epidemiologici si è osservata una forma di anemia da carenza di ferro nelle persone con MRGE cronica (anemia dovuta alla perdita ematica nella porzione infiammata dell’esofago).
I fattori che contribuiscono allo sviluppo dell’esofagite comprendono la natura irritante-caustica del materiale refluito ed il suo ristagno nell’esofago, il volume del contenuto gastrico e le funzioni protettive locali della mucosa.
La causa principale della malattia da reflusso gastroesofageo è rappresentata dalla risalita di materiale gastrico e di molecole di gas intestinale, dallo stomaco nell’esofago e talvolta nel cavo orale.
Il contenuto gastrico è una miscela acida in cui sono presenti generalmente acido cloridrico, enzimi e cofattori glico-lipoproteici della digestione, resti e residui di alimenti, Sali biliari e residui di bile, succo pancreatico, gas formati nell’intestino; questa miscela ha potenziale corrosivo ed irritante sulle mucose della parte alta dell’apparato digerente (esofago, faringe, cavo orale) e per aspirazione od inalazione, anche dell’apparato respiratorio.
I danni causati dall’acidità del materiale gastrico refluente si traducono per erosione deli tessuti e mucose, irritazione ed infiammazione cronica che nello specifico portano allo sviluppo di MRGE, esofagite, ulcere e lesioni precancerose di varia entità.
Nella maggior parte dei casi, il reflusso gastrico è correlato ad una condizione di rilassamento o distonia dello sfintere esofageo inferiore (il cardias) , che può essere causata da una perdita generale del tono sfinterico intrinseco o da ripetuti rilasciamenti transitori non legati alla deglutizione, provocati da una maggiore distensione dello stomaco oppure da una inconsistente stimolazione faringea.
Le due cause principali sono interconnesse nonché interscambiabili (l’una causa dell’altra), in correlazione a fattori intrinseci (legati alla persona) ed estrinseci (legati a condizioni esterne) modificabili e non modificabili.
Fattori meccanici e anatomici particolari
Il reflusso gastroesofageo può essere innescato o aggravato da
Regime dietetico-alimentare e abitudini/stile di vita
Alcuni alimenti e bevande sono considerati ‘’cibi-trigger’’ per la MRGE, in quanto possono aumentare l’acidità del contenuto gastrico, rallentare lo svuotamento dello stomaco o favorire l’ipotonia dello sfintere esofageo; la qualità e la quantità dei cibi nella dieta quotidiana hanno un impatto notevole sull’innesco e sviluppo della MRGE, in particolare
Tra le abitudini dannose nello stile di vita si configura il fumo di sigaretta (anche passivo): il fumo di sigaretta rilassa lo sfintere esofageo e stimola la tosse, che può diventare cronica e indebolire i muscoli del diaframma, favorendo lo sviluppo di ernia iatale; inoltre, rallenta lo svuotamento gastrico e stimola lo stomaco a produrre più acido.
In modo analogo, l’alcol conduce ad ipersecrezione gastrica, rallenta la digestione e riduce lo svuotamento gastrico; inoltre, irrita la mucosa esofagea contribuendo ad aumentare la sensazione di fastidio e secchezza delle mucose.
Anche la posizione del corpo durante e dopo i pasti può avere un’influenza significativa sulla qualità e durata della digestione: mangiare troppo in fretta, in piedi o piegati in avanti, impatta notevolmente sul riempimento e successivo svuotamento dello stomaco; assumere posizione sdraiata o piegarsi in avanti dopo i pasti facilita la risalita dell’acido; andare a dormire subito dopo la cena favorisce il reflusso notturno.
La sedentarietà – soprattutto in relazione all’avanzare dell’età – gioca un ruolo essenziale nella comparsa della MRGE: la mancanza di attività fisica comporta l’aumento del peso corporeo, riduce la motilità intestinale, influisce negativamente su tutti i processi della digestione e sulle funzioni della muscolatura liscia nel loro complesso.
Condizioni fisio-patologiche pregresse
Di importante rilevanza clinica sono note:
Altre condizioni
Ansia e stress psico-fisico
L’ansia è un importante fattore di rischio e aggravante per la Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE). Il sistema nervoso e l’apparato digestivo comunicano costantemente tramite l’asse intestino-cervello: l’ansia e lo stress psicofisico hanno come effetti diretti l’alterazione della motilità gastrica, l’aumento della produzione di succo gastrico e l’indebolimento del cardias (lo sfintere esofageo inferiore).
Gravidanza
Il reflusso gastroesofageo è considerato una condizione fisiologica in gravidanza, per aumento delle dimensioni e volume dell’utero e per incremento della produzione dell’acido gastrico (dovuto alla particolare bilancia ormonale tipica della gravidanza).
La comparsa del reflusso in gravidanza è una situazione molto frequente, con stime che parlano di circa il 20% delle donne; l’aggravamento della sintomatologia e lo sviluppo della MRGE è molto consistente per le donne che già ne soffrono prima del concepimento.
Allo sviluppo della MRGE in gravidanza contribuiscono anche i fattori fisiologici, come il rallentamento dei movimenti peristaltici indotto dagli ormoni nonché il progressivo aumento di volume dell’utero, che comprime e spinge lo stomaco verso l’alto.
La cura per la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) unisce la terapia farmacologica, le modifiche dello stile di vita e del regime dietetico-alimentare.
I farmaci utilizzati nella terapia della MRGE sono
il più delle volte in associazione tra loro.
In casi particolari e sotto indicazione medica specialistica si opta per l’intervento chirurgico (laparoscopia, tecniche endoscopiche, ablazione con laser ecc).
Le modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione giocano un ruolo fondamentale nella cura e nella prevenzione delle ricadute di MRGE; seguendo semplici regole come
Limitare l’assunzione di cibi con potenziale irritativo sulla mucosa gastrica o che si digeriscono lentamente
La diagnosi della MRGE viene eseguita negli ambulatori e centri medici specialistici e si basa sull’esame clinico obiettivo, test specifici (come il test del pH avanzato o la manometria esofagea) ed indagini per immagini (endoscopie e gastroscopie con o senza mezzo di contrasto).
Per la diagnosi differenziale, agli esami diagnostici il medico può affiancare analisi del sangue generiche e specifiche, sia per escludere altre cause sia per valutare le funzioni di altri organi od apparati che possono essere coinvolti.
Le analisi del sangue più richieste sono
Ambulatorio Pelizzo a Udine in collaborazione con i Laboratori Bianalisi propone un pannello completo per indagare la funzione gastrointestinale nel suo complesso:
è un pacchetto di analisi del sangue, delle feci e delle urine che su richiesta specifica può essere integrato con il GastroPanel e con altri parametri biochimici specifici.
Il Check Up Gastrointestinale è disponibile in Ambulatorio Pelizzo a Udine tutti i giorni della settimana da lunedì a sabato, su prenotazione.
I risultati dell’esame saranno pronti nell’arco di 2-5 giorni lavorativi, convalidati e firmati da un team di medici specialisti di comprovata esperienza clinica; su richiesta specifica, è disponibile la consulenza specialistica con il Biologo Nutrizionista per valutare e mettere in atto le eventuali correzioni del regime dietetico-alimentare generale e personalizzato.
Oltre ai Check Up standard e specifici,
Ambulatorio Pelizzo a Udine propone una serie completa di servizi infermieristici:
su appuntamento e con la possibilità di richiedere l’intervento dell’infermiera a domicilio:
per tutte le informazioni e per prenotazioni non esitate a contattarci in Ambulatorio.
25/08/2026; a cura della Drssa Afrodita Alexe
articoli correlati
Fass R. Gastroesophageal Reflux Disease. N Engl J Med. 2022;387(13):1207-1216. doi:10.1056/NEJMcp2114026
Maret-Ouda J, Markar SR, Lagergren J. Gastroesophageal Reflux Disease: A Review. JAMA. 2020;324(24):2536-2547. doi:10.1001/jama.2020.21360
Pelizzo centro infermieristico e prelievi sas di Pelizzo Luigi e Soci.
Via Cividale 292 – 33100,Udine
P.IVA 03123800306 – CF PLZLGU70L24C957E